Giappone, aziende non rispettano target telelavoro anti-Covid

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 1 feb. (askanews) - Le aziende giapponesi non stanno rispondendo con la solerzia richiesta dal governo allo sforzo contro la diffusione della pandemia Covid-19. Lo rivela uno studio della Keidanren, la federazione delle imprese nipponiche, secondo il quale solo il 37 per cento delle aziende ha rispettato la richiesta dell'esecutivo di spostare almeno il 70 per cento dei dipendenti sul telelavoro.

A quanto riferisce l'agenzia di stampa Kyodo, il ministro incaricato dello sforzo anti-pandemia, Yasutoshi Nishimura, ha chiesto alla confindustria giapponese di spingere affinché il telelavoro sia incrementato per rispettare gli obiettivi posti dal governo,

I calcoli del governo dicono che il numero dei pendolari nell'area di Tokyo, sottoposta a stato d'emergenza come altre province dell'Arcipelago, è calato del 40 per cento, mentre nelle prefetture periferiche del 30 per cento. Ben lontano dalla soglia richiesta dal governo del 70 per cento.

Secondo Nobuyuki Koga, il presidente del consiglio della Keidanren, il problema si pone in particolare per le aziende più piccole, che hanno difficiltà a modificare prassi e logistica del lavoro.

Il governo ha proclamato lo stato d'emergenza per 11 prefetture, tra le quali anche la capitale Tokyo, con l'arrivo di una nova ondata di contagi in un paese che nel 2020 è riuscito a gestire in maniera piuttosto efficace la pandemia. Domani - secondo quanto ha riferito una fonte all'agenzia di stampa Reuters - l'esecutivo potrebbe annunciare la proroga dello stato d'emergenza, altrimenti destinato a scadere il 7 febbraio.

In Giappone le misure assunte contro la pandemia, tuttavia, non sono vincolanti legalmente e assumono il tenore di una pressante richiesta ai cittadini a restare a casa, alle attività di ristorazione e divertimento a limitare le ore d'esercizio e la capienza.