Giappone, cene pagate da figlio premier: coinvolti 13 burocrati

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 feb. (askanews) - Tredici funzionari dell'alta burocrazia giapponese, all'interno del Ministero delle Comunicazioni, sono nel mirino per uno scandalo che lambisce la leadership del primo ministro Yoshihide Suga. Gli alti burocrati, infatti, avrebbero accettato di partecipare a costose cene pagate dal figlio del premier, che lavora per una rete satellitare nipponica.

Il risultato di un'inchiesta interna del ministero - secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Kyodo - ha scoperto che 11 di questi funzionari hanno probabilmente ricevuto favori e saranno puniti in base al codice etico della pubblica amministrazione giapponese. La punizione prevista per questi funzionari è la reprimenda.

Tra i funzionari coinvolti, c'è la segretaria per le pubbliche relazioni del governo, che è stata anche viceministra per il coordinamento delle politiche presso il ministero (un incarico amministrativo, non politico), Makiko Yamada.

Secondo la ricostruzione della Kyodo, i 13 funzionari hanno cenato e bevuto in 39 occasioni in tutto con Seigo Suga, il figlio del premier, e con altri membri della Tohokushinsha Film, ls compagnia di trasmissioni via satellite - che opera su licenza del ministero - per cui Suga jr. Lavora. In alcuni casi ci sono stati anche rimborsi per il taxi.

Altri nomi importanti incappati nell'indagine sono Yoshinori Akimoto, direttore generale dell'ufficio informazione e comunicazioni, e Hironobu Yumoto, vicedirettore generale dell'ufficio. Ancora, i viceministri per gli affari interni e per le comunicazioni Yasuhiko Taniwaki e Mabito Yoshida sono tra i burocrati incappati nell'indagine.

Ieri il primo ministro Suga è stato costretto a scuse pubbliche durante una seduta del Comitato bilancio della Camera dei Rappresentanti: "Sono profondamente dispiaciuto del fatto che il mio figlio maggiore sia stato coinvolto e che funzionari pubblici abbiano violato il loro codice etico come risultato".

Il ministro per le Comunicazioni Ryota Takeda ha espresso a sua volta dispiacere per l'accaduto, ma ha escluso che ci siano state conseguenze per l'accreditamento delle licenze di trasmissione.