Giappone, domani si vota per camera bassa: primo test per Kishida

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Image from askanews web site
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Roma, 30 ott. (askanews) - Alla vigilia del voto politico in Giappone, primo test elettorale per il nuovo primo ministro Fumio Kishida, i leader politici hanno pronunciato i loro appelli finali al voto in una competizione per il rinnovo della camera bassa nella quale - secondo i sondaggi - la coalizione di governo dovrebbe riuscire a mantenere la maggioranza, anche se il Partito liberaldemocratico (Ldp) di Kishida non dovrebbe riuscire a ottenere da solo più della metà dei 465 seggi.

La coalizione che sostiene il governo Kishida è formata non solo dai liberaldemocratici, ma anche dal partito filo-buddista Komeito, che è un partito minore ma dopo questo voto potrebbe diventare decisivo per il mantenimento della maggioranza.

Nel sistema bicamerale della Dieta nipponica, la camera bassa - Camera dei Rappresentanti, mentre quella alta is chiama Camera dei Consiglieri - ha un peso maggiore di quella alta.

Parlando nella prefettura di Saitama, a ridosso di Tokyo, Kishida ha promesso di rafforzare le strutture ospedaliere per affrontare la pandemia Covid-19 e l'inizio della somministrazione di booster - cioè la terza dose - del vaccino anti-Covida partire da dicembre.

Per quanto riguarda l'economia, Kishida ha detto che la farà "rivivere, garantendo che i frutti siano goduti da tutti, non solo da una scelta quota di pochi". L'opposizione, ha detto ancora, "pensa solo alla redistribuzione, ma senza la crescita non ci sarà probabilmente nulla da redistribuire".

Si tratta di un tentativo di rispondere all'opposizione, la quale accusa l'Abenomics - la politica economica seguita dai governi precedenti a guida liberaldemocratica - di aver favorito solo i redditi delle grande imprese, colpendo la classe media. "La politica esiste per proteggere vite e qualità della vita" ha affermato Yukio Edano, capo del principale partito d'opposizione, il Partito democratico costituzionale del Giappone, parlando agli elettori a Kamakura. "Noi abbiamo continuato a fare proposte di cambiamento - ha proseguito - ma ora tocca a voi perseguire il cambiamento".

Kishida è diventato premier il 4 novembre, dopo aver vinto l'elezione interna al Partito liberalmdemocratico innescata dalle dimissioni di Yoshihide Suga, il quale si è fatto da parte proprio in vista delle elezioni. I livelli di consenso dell'ex premier erano particolarmente bassa e nel Ldp non hanno ritenuto spendibile la sua faccia.

I sondaggi suggeriscono che il Ldp non riuscirà a superare i 233 seggi, necessari per essere auto-sufficiente, calando decisamente rispetto ai 276 seggi che aveva nella precedente Camera dei Rappresentanti. Tuttavia, dovrebbe riuscire a mantenere il potere in coalizione.

Secondo i sondaggi realizzati dall'agenzia di stampa Kyodo,in 200 dei 289 seggi uninominali i candidati Ldp sono in vantaggio, mentre in 70 sono in vantaggio quelli dell'opposizioone. Tuttavia circa il 40 per cento degli interpellati ha detto di essere insicuro sul voto. Invece un sondaggio del Nikkei shimbun vede margini molto ristretti nel 40 per cento dei seggi uninominali. Questo fa essere prudente Kishida: "Questa elezione è davvero incerta".

Sembra, in ogni caso, essere fuori dalla portata del partito di Kishida la supermaggioranza che permetterebbe di procedere con la riforma costituzionale, da tempo evocata dal partito come uno dei suoi obiettivi.

Nella propaganda Ldp in vista del voto, si è puntato a evidenziare il fatto che, in caso di vittoria dell'opposizione, enterebbero nella stanza dei bottoni anche i comunisti, in una riproposizione un po' nostalgica di un confronto che ricorda la Guerra fredda. Il Partito democratico costituzionale, dal canto suo, ha assicurato che il Partito comunista, in caso di vittoria, offrirà solo un appoggio esterno al governo.

Kishida ha promesso un graduale aumento del salario minimo orario, che oggi è a 930 yen (7 euro), oltre che aumenti di salari per i lavoratori del settore della cura e sgravi fiscali per le aziende che aumenteranno i salari. L'alleato Komeito, invece, ha proposto la distribuzione di 100mila yen (754) per ogni bambino nato, in maniera da incentivare la natalità, che è uno dei grandi problemi che il Giappone ha di fronte.

L'opposizione, dal canto suo, ha promesso di dare un anno di tregua fiscale a chiunque abbia redditi inferiori ai 10 milioni di yen (75.400 euro) e 120mila yen (905 euro) in contanti a tutte le famiglie a basso reddito. Inoltre ha parlato di un taglio al 5 per cento della tassa sui consumi per un anno. Si tratta di un programma quantificarto in 18mila miliardi di yen (135,8 miliardi di euro), pari al 18 per cento del budget annuo del governo. Infine, il partito guidato da Yukio Edano propone un innalzamento del salario minimo orario del 60 per cento a 1.500 yen (11,3 euro).

Su un altro tema caldo, quello dell'energia e della decarbonizzazione, il partito di Kishida ha proposto il rilancio degli impianti nucleari - molti dei quali ancora fermi dopo l'incidente di Fukushima del 2011 - anche per raggiungere l'obiettivo di neutralità carbonica entro il 2011. Il partito di Edano invece sostiene che, se vincerà, non consentirà la costruzione di nuove centrali o un'espansione di quelle esistenti e spingerà per un'accelerazione del taglio delle emissioni.

Dei 465 seggi in ballo, due terzi verranno votati in piccoli collegi elettorali, gli altri verranno distribuiti sulla base del proporzionale. Nella camera bassa disciolta la maggioranza Ldp-Komeito aveva 305 saggi combinati, cinque in meno della maggioranza necessaria per poter modificare la Costituzione. In particolare, in ballo è l'articolo 9, quello che stabilisce che il Giappone non può avere forze armate e ripudia la guerra, che l'Ldp vorrebbe modificare inserendo il riconoscimento del ruolo delle Forze di autodifesa nipponiche e allargando così le possibilità d'ingaggio di queste ultime. Una riforma eventualmente approvata nei due rami della Dieta, comunque, andrebbe anche sottoposta a referendum.

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