Giappone, a Fukushima catena di comando difettosa e impreparazione

Tokyo (Giappone), 5 lug. (LaPresse/AP) - È stato pubblicato in Giappone il rapporto della commissione d'inchiesta parlamentare sull'incidente nucleare di Fukushima. Il documento si inserisce sulla scia di altre inchieste private sul tema e riscontra una grave mancanza di comunicazione tra il governo e il gestore dell'impianto, cioè Tokyo Electric Power Co. (Tepco), e un fallimento di entrambi a fornire al pubblico informazioni sulla perdita di radiazioni. In particolare il rapporto della commissione d'inchiesta del Parlamento attribuisce all'allora premier Naoto Kan la responsabilità di aver provato a supervisionare in modo eccessivo la risposta a Fukushima, peggiorando le cose, ed evidenzia una catena difettosa di comando e una preparazione lassista come fattori che hanno peggiorato la crisi.

La commissione che ha realizzato la relazione, composta da 10 membri, era stata nominata dal Parlamento a dicembre e ha realizzato il documento intervistando centinaia di lavoratori dello stabilimento, della società che lo gestiva e del governo. Tra i membri dell'esecutivo intervistati, anche Naoto Kan, primo ministro quando avvenne l'incidente di Fukushima. Il presidente della commissione, Kiyoshi Kurokawa, ha detto che il documento contiene "proposte per il futuro" e ha invitato il Parlamento a metterle in atto.

Intanto nella notte è stato riattivato il reattore numero 3 della centrale nucleare giapponese di Ohi. Lo ha annunciato la compagnia elettrica che gestisce l'impianto. Si tratta della prima riaccensione di un reattore atomico in Giappone dopo il disastro di Fukushima di marzo 2011. In seguito all'incidente dell'anno scorso tutti i reattori giapponesi erano stati progressivamente spenti per controlli di manutenzione e sicurezza e da maggio le centrali del Paese non producevano più energia elettrica. Gran parte della popolazione giapponese si oppone alla riaccensione a causa delle preoccupazioni per la sicurezza sollevate dal disastro di Fukushima. Il governo, tuttavia, ritiene necessario avere elettricità prodotta con il nucleare per evitare carenze di energia nei mesi caldi, in cui la richiesta di elettricità è molto alta.

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