Giappone, l'”Abenomics” di Kishida non sarà quella di Abe

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Image from askanews web site
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Roma, 5 ott. (askanews) - Il nuovo governo giapponese del primo ministro Fumio Kishida - atteso il 31 ottobre a elezioni politiche - seguirà un percorso di continuità rispetto alle politiche economiche degli esecutivi che l'hanno preceduto, guidati da Shinzo Abe e Yoshihide Suga, continuando a realizzare quella che conosciamo come "Abenomics". Ma questa riproposizione sarà tutt'altro che pedissequa e, anzi, presenterà alcuni aspetti di svolta che potrebbero anche indicare un cambiamento id paradigma di questa stessa dottrina.

A rendere chiaro che l'Abenomics resta il punto di riferimento, oltre alle dichiarazioni dello stesso Kishida, è anche la squadra di cui s'è dotato. In particolare, per il fatto che ha messo alla guida del day-by-day nel Partito liberaldemocratico (Ldp) come segretario generale Akira Amari, che è stato considerato uno dei principali teorici dell'"Abenomics".

Durante la campagna elettorale interna al partito, che ha portato alla sua vittoria sul più esuberante Taro Kono, Kishida ha detto chiaramente di voler mantenere i "tre pilastri" dell'Abenomics: una strategia di crescita, una spesa fiscale flessibile e la politica monetaria ultra-espansiva che ha nel governatore della Banca del Giappone (BoJ) Haruhiko Kuroda il suo massimo sostenitore.

In un momento in cui la ripresa post-pandemica appare rallentata, anche a causa dello stato d'emergenza Covid che ha caratterizzato i primi nove mesi del 2021 a causa della cosiddetta variante Delta, il Giappone ora ha bisogno di riprendere respiro e di ricominciare a correre. Le limitazioni sono state in buona parte revocate e la vaccinazione, partita in ritardo, ha raggiunto una buona copertura.

Per quanto Abe abbia sostenuto un'altra candidata, è a quel mondo che Kishida fa riferimento per la sua politica economica. Non a caso ha inserito nel governo elementi vicini all'ex primo ministro, a partire dallo stesso fratello minore di Abe, Nobuo Kishi, che ha mantenuto il posto come ministro della Difesa.

Tuttavia la riproposizione dell'Abenomics da parte di Kishida non sarà una mera replica. C'è un elemento nuovo nella proposta economica del neo-premier che non va sottovalutato. "Non ci sarà distribuzione della ricchezza senza crescita. Ma è anche vero che non ci sarà nuova crescita senza redistribuzione", ha detto Kishida nella conferenza stampa dopo la sua elezione a leader Ldp.

Il neo-premier ha parlato di un "nuovo capitalismo in stile giapponese", che rovesci il trend inaugurato dai governi neo-liberali, a partire da quello di Junichiro Koizumi. E la chiave di questa politica l'ha messa in mano a suo cugino, Yoichi Miyazawa che è stato in passato anche ministro dell'Economia e che prenderà in mano la Commissione di ricerca sul sistema fiscale del Ldp - precedentemente guidata da Amari - con l'obettivo di ridisegnare il sistema fiscale per rafforzare le ossa alla classe media, allargarne la platea e diminuire la forbice con i super-ricchi.

Non è una novità per il Giappone, un paese che ha sempre mal tollerato le eccessive diseguaglianze, ma si tratta certamente di un cambiamento di rotta, se dovesse verificarsi.

Gli strumenti fiscali che Kishida ha per ora suggerito sono "dolci", non parliamo di una terapia-shock. In particolare, il premier ha parlato di incentivi fiscali più robusti per le impree che alzeranno i salari dei dipendenti, maggiori sostegni per l'abitazione e l'educazione per le famiglie a basso reddito. Inoltre Kishida ha annunciato che intende innalzare la tassazione per i redditi finanziari: attualmente è applicata una flat tax del 20 per cento che favorisce oggettivamente i più ricchi.

Si tratta di un programma di medio periodo - che tornerà anche utile in vista delle elezioni a Kishida - ma che al momento è in fase embrionale. La priorità ora, ha detto lo stesso premier, sarà quella di far partire l'economia intorpidita da mesi di stato d'emergenza.

In particolare Kishida punta a incentivare i consumi, visto che durante la pandemia il risparmio privato delle famiglie è aumentato alla cifra record 1,07 milioni di miliardi di yen (8260,5 miliardi di euro) a giugno. Ma questa spesa andrà indirizzata anche in linea con gli obiettivi di transizione ambientale del paese. Per cui il nuovo ministro delle Finanze Shunichi Suzuki ha già ipotizzato l'introduzione della carbon tax.

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