Giappone, la "yakuza" arranca:_è crisi di vocazioni -3-

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Roma, 22 ago. (askanews) - In questo senso, vanno collocate anche "operazioni simpatia" come quella fatta nel 2011, quando lo Yamaguchi-gumi s'impegnò nell'inviare aiuti alle popolazioni colpite nel Tohoku dal grande maremoto e dall'incidente nucleare di Fukushima. Un tentativo di evocare una vecchia fama di Robin Hood dei mafiosi giapponesi, risalente in realtà all'epoca in cui la yakuza era vista da molti come una specie di lega che aiutava i poveri e i marginali.

Oggi però le cose non stanno più così. L'affiliazione alla yakuza sono in continuo calo dal almeno 14 anni. Secondo l'Agenzia nazionale di polizia nipponica, nel 2018 gli affiliati a tutti i gruppi yakuza erano 30.500, ben al di sotto dell'impressionante numero di 184mila dei primi anni '60 del secolo scorso. In un solo anno, poi, il calo di affiliati è stato di 4mila unità.

Resistono blocchi importanti, come il Sumiyoshi-kai (Tokyo) con i suoi 4.900 affiliati e l'Inagawa-kai (Tokyo). Ma il più importante continua a essere, appunto, lo Yamaguchi-gumi con 9.500 membri. Questo ultimo dato, però, non tiene conto di quanto avvenuto negli ultimi anni. Questo venerando gruppo criminale, infatti, si è spezzato dapprima in due tronconi, poi in tre. (Segue)