Giappone, oltre 100 parlamentari in visita a santuario nazionalista

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Image from askanews web site
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Roma, 22 apr. (askanews) - Un nutrito gruppo di oltre 100 parlamentari giapponesi ha reso oggi visita al santuario shintoista Yasukuni di Tokyo, un'istituzione religiosa considerata un simbolo del passato militarista che coltiva la memoria dei soldati giapponesi morti in guerra, compresa quella di una pugno di personalità condannate per crimini di guerra.

Come di consueto, le visite allo Yasukuni jinja provocano le proteste dei paesi vicini che furono vittime della spinta imperialista nipponica fino alla conclusione della seconda guerra mondiale.

I parlamentari andati oggi, in occasione del Festival di primavera, allo Yasukuni - secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Kyodo - erano guidati da Hidehisa Otsuji del Partito liberaldemocratico, la formazione conservatrice da sempre al governo a Tokyo. "Abbiamo pregato per la pace mondiale, che è sull'orlo del precipizio", ha detto, facendo riferimento all'invasione russa dell'Ucraina.

La visita odierna era stata anticipata dal primo ministro Fumio Kishida, che ha inviato ieri un'offerta rituale. Solitamente i premier giapponesi s'astengono dall'effettuare visite al santuario, perché questo provocherebbe una forte reazione di paesi vicini come la Cina e la Corea del Sud. Lo stesso imperatore non va al santuario dal 1975, quando l'allora "tenno" Hirohito decise di evitare di recarvisi di fronte alla montante polemica sul fatto che vi si sarebbero venerati anche criminali di guerra. I successori - Akihito e l'attuale imperatore Naruhito - non vi hanno mai messo piede.

Il santuario è stato fondato nel 1869 ed è stato mauseoleo di stato fino al 1945. Nel 1978 è diventato particolare oggetto della rabbia dei paesi vicini perché sono stati inseriti nella lista delle anime anche 14 personalità condannate dai tribunali post-bellici come "criminali di guerra di classe A".

Tra i 103 membri che si sono recati oggi al santuario, ci sono anche due viceministri in carica, quello all'ambiente Shunsuke Mutai e il viceministro agli esteri Shingo Miyake.

Le rituali visite al santuario erano state interrotte per due anni a causa della pandemia Covid-19. Solitamente queste visite si tengono nel Festival di primavera e in quello d'autunno.

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