Giappone: pescatori si riprendono dal mare dio "rapito" da tsunami -3-

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Roma, 14 gen. (askanews) - La creatura fu di conseguenza buttata in mare dagli inorriditi genitori, abbandonata in un cesto di vimini alla deriva(con un'assonanza impressionante con altri miti diffusi in Occidente e in Oriente). La sua sorte sarebbe stata segnata, se non fosse approdata nel profondo Nord dove pescatori, probabilmente appartenenti a quella popolazione indigena che noi chiamiamo oggi Ainu, non l'avessero recuperata e non se ne fossero presi cura.

Così - secondo il mito - il bambino-sanguisuga riuscì a sopravvivere e, col passare del tempo, gli crebbero anche le ossa. Gli rimasero una zoppìa leggera (caratteristica, anche questa, rilevata in tante leggende in Oriente e in Occidente) e un deficit uditivo che gli impedisce, ogni anno, di udire la convocazione di tutte le divinità del pantheon shintoista al Grande Santuario di Izumo per il loro congresso.

Lungi dall'essere un dio rancoroso, che pure sarebbe stato giustificabile vista la maniera in cui era stato trattato, Ebisu è considerato un dio benevolo, uno dei Sette dei della fortuna. Protettore dei pescatori, gioviale e bevitore (la Sapporo gli ha dedicato una delle sue prelibate birre), sempre sorridente. Insomma un simbolo positivo per iniziare un anno, che in Giappone è considerato importante.