Giappone, premier difende controverse esequie di stato per Abe

Image from askanews web site
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Roma, 8 set. (askanews) - Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha difeso oggi la scelta di tenere una commemorazione funebre di stato per il defunto ex premier Shinzo Abe, assassinato durante un comizio a inizio luglio. La scelta è stata criticata e l'esecutivo guidato dal premier sta vedendo anche un effetto negativo sui suoi tassi di consenso in base ai sondaggi.

L'evento, che si terrà il 27 settembre, è stato deciso dal governo dopo aver visto i 1.700 messaggi di condoglianze ricevute da 260 paesi e regioni, ha affermato Kishida secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Kyodo.

Inoltre - ha detto ancora Kishida - all'evento è prevista la presenza della vicepresidente Usa Kamala Harris, del primo ministro inidano Narendra Modi, del premier canadese Justin Trudeau, del premier australiano Anthony Albanese e del presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Tuttavia questo tipo di spiegazioni non sono destinate a convincere i critici, i quali vedono come un errore destinare un evento del genere, pagato con le tasse dei contribuenti, a un politico le cui posizioni erano divisive e che è stato talvolta coinvolto in scandali. Inoltre il Partito comunista giapponese ha annunciato che boicotterà l'evento, perché lo ritiene incostituzionale.

Kenta Izumi, il leader del Partito democratico d'opposizione, ha criticato la decisione di "forzare" la scelta senza consultare preventivamente la Dieta.

Le esequie di stato per Abe saranno le seconde mai tenute nel dopoguerra, dopo quelle di Shigeru Yoshida, l'architetto della rinascita del Giappone post-bellico.

L'evento, tra sicurezza e accoglienza per gli ospiti stranieri, costerà 1,6 miliardi di yen (11 milioni di euro).

Nel mirino dei critici sono finiti anche i rapporti tra membri del Partito liberaldemocratico - che è stato di Abe ed è di Kishida - il controverso gruppo religioso della Chiesa dell'Unificazione. Il killer di Abe ha dichiarato di aver sparato all'ex premier perché lo riteneva coinvolto nella chiesa, alla quale imputava le disgrazie economiche della sua famiglia.

Kishida ha chiesto ai parlamentari del suo partito di tagliare le relazioni con il gruppo religioso. Ma ha negato di aver ordinato lo scioglimento del culto.