Giappone, premier Kishida promette riforma costituzionale di Abe

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Roma, 11 lug. (askanews) - Il primo ministro giapponese Fumio Kishida, all'indomani della vittoria elettorale nelle elezioni parziali per la camera alta nipponica, ha detto che intende utilizzare la maggiore forza parlamentare a sua disposizione per portare a compimento il principale obiettivo politico dell'ex primo ministro Shinzo Abe, assassinato venerdì, con la riforma della Costituzione e, in particolare, dell'articolo 9 che vieta al Giappone di detenere forze armate.

"Intendo aumentare gli sforzi per arrivare a una proposta di revisione il prima possibile", ha detto Kishida nella conferenza stampa post-elettorale.

Kishida, che è il leader del Partito liberaldemocratico, potrebbe a questo punto imprimere, grazie alla rafforzata maggioranza che consente al suo partito più altri due di avere i due terzi dei voti in entrambe le camere, un'accelerazione all'idea di rifvormare la Costituzione del 1947, che fu di fatto imposta dalle forze d'occupazioone statunitensi al Giappone, ma che poi è stata accettata e apprezzata dalla maggioranza dei giapponesi.

Un'eventuale approvazione degli emendamemti nella Dieta con maggioranza qualificata, tuttavia, non completerebbe l'iter di riforma costituzionale. Infatti sarebbe necessario il voto positivo in un referendum nazionale per confermare la decisione parlamentare.

Quest'ultimo passaggio non è affatto scontato. I sondaggi in passato hanno dato i giapponesi piuttosto spaccati sull'argomento. La cosiddetta "dottrina Yoshida" - cioè quell'impostazione politica dettata dal premier del dopoguerra Shigeru Yoshida che consentiva al Giappone di concentrarsi su crescita e sviluppo, delegando di fatto la sua sicurezza agli Stati uniti - è profondamente radicata nella vita civile nipponica.

La riforma proposta dal Partito liberaldemocratico, sostanzialmente, consta in un emendamento all'Articolo 9 della Costituzione che faccia un esplicito riferimento alla Forze di autodifesa - di fatto le forze armate giapponesi - autorizzandone di fatto la loro funzione di apparato militare del paese.

Kishida ha anche ribadito la volontà di seguire la linea tracciata da Abe sul fronte della spesa militare, rafforzando "drasticamente" la difesa e pubblicando entro la fine dell'anno la nuova strategia di sicurezza giapponese. Il primo ministro ha precedentemente dichiarato - a fronte dell'accresciuta insicurezza nella regione, tra rafforzamento della Cina e imprevedibilità del programma missilistico e nucleare nordcoreano - di voler raddoppiare in cinque anni il budget militare passando dall'1 al 2 per cento del Pil.

Il primo ministro, poi, ha fatto cenno anche a un'altra questione che era considerata un obiettivo centrale da Abe: la soluzione dell'annosa vicenda dei cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord negli anni '70 e '80 del secolo scorso, tra i quali Megumi Yokota, che aveva solo 13 anni quando fu prelevata sulle coste giapponesi da agenti segreti di Pyongyang.

Per quanto riguarda il tema dell'aumento dei prezzi, Kishida ha promesso d'intervenire con misure specifiche per affrontare la questione del caro-vita.

L'azione di Kishida, che con il voto di ieri ha visto rafforzata il suo grip sul partito, mette in sicurezza l'azione dell'esecutivo, che ora può contare con un triennio senza test elettorali nazionali.

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