Giappone protesta per nuova statua donne conforto in Sudcorea

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Roma, 28 lug. (askanews) - Un nuovo conflitto verbale è in corso tra Giappone e Corea del Sud. Dopo che nel Giardino botanico di Pyeongchang è stata eretta una nuova statua per ricordare le cosiddette "donne di conforto" - donne sfruttate per il piacere dei militari giapponesi durante il periodo coloniale e imperialista, per lo più coreane - il Giappone ha protestato. Anche perché la scultura mostra un uomo molto somigliante al primo ministro nipponico Shinzo Abe inginocchiato di fronte a una donna di conforto. Il capo di gabinetto nipponico Yoshihide Suga ha avvertito oggi che, se i media internazionali dovessero raccontare della statua, questo "impatterebbe in maniera decisiva" i rapporti tra i due paesi. "Anche se non abbiamo conferma di questo fatto, sarebbe inaccettabile in base alle regole di cortesia internazionale", ha detto in una conferenza stampa Suga. La scultura è collocata nel Giardino botanico di Pyeongchang, che è proprietà privata. La questione delle donne di conforto avvelena tuttora i rapporti tra Giappone e Corea del Sud, paesi entrambi alleati degli Usa. Durante il periodo coloniale (1910-1945), in cui la Penisola coreana era sotto il controllo giapponese, centinaia di migliaia di donne furono usate nei bordelli militari dell'Armata imperiale nipponica. Su questo tema le valutazioni tra Tokyo e Seoul sono molto differenti. I sudcoreani ritengono che le donne fossero schiavizzate dai soldati giapponesi, mentre Tokyo pensa che la gestione di questi bordelli non fosse direttamente collegabile alle forze nipponiche. L'ultimo accordo sull'argomento tra i due paesi è del 2015. Suga ha ribadito oggi che quell'accordo ha "in modo definitivo e irreversibile" la questione. Non è d'accordo il presidente sudcoreano Moon Jae-in che in passato ha espresso la volontà di rivedere questo accordo.