Giappone, i quattro pilastri della “Nuova Economia” di Kishida

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Roma, 5 mag. (askanews) - Il primo ministro giapponese Fumio Kishida, che ha un background economico nel suo passato, ha illustrato oggi in un discorso a Londra la sua concezione di 'Nuovo capitalismo', la parola d'ordine con la quale intende rilanciare il Giappone superando l'Abenomics del suo predecessore, Shinzo Abe, e rispondere alle nuove sfide globali. Si tratta di un ambizioso programma di trasformazione, basato su 'quattro pilastri' che prevede, tra altro, anche il rilancio del nucleare.

Le sfide alle quali Kishida dice di voler rispondere sono due: 'esternalità economiche' come l''approfondirsi dell'ineguaglianza, il cambiamento climatico e i problemi legati all'urbanizzazione spinta'; gli stati autoritari, 'compresi queli che hanno ottenuto una rapida crescita' (leggi: Cina), che mettono 'sotto pressione liberalismo e democrazia' spesso attraverso pratiche di commercio 'inique' e altri metodi che 'ignorano le regole dell'economia liberale'.

Kishida ha ricordato che il capitalismo ha già cambiato pelle due volte: la prima è stata la transizione 'dal laissez-faire al welfare state', la seconda dal 'welfare state al neoliberismo'. In entrambi i casi si è trattato di 'oscillazioni del pendolo tra due idee: mercato o stato, pubblico o privato'. La transizione verso il 'nuovo capitalismo', secondo il primo ministro giapponese, dovrà vedere pubblico e privato lavorare assieme per affrontare le reciproche fragilità in termini di robustezza economica (per il privato) e di capacità di soluzione dei problemi (il pubblico).

Il carburante per la crescita nel 'nuovo capitalismo' verrà dalle stesse sfide sociali, secondo Kishida. 'Il governo prima di tutto pomperà risorse per creare nuovi mercati nelle aree più sfidanti, per attrarre investimenti privati e per avviare la gestazione di collaborazioni pubblico-private', ha spiegato il capo del governo di Tokyo. In questa maniera, la soluzione di problemi sociali - a suo dire - sarà anche occasione per la crescita economica.

Per quanto riguarda specificamente il Giappone, Kishida ha individuato una serie di fragilità da eliminare per far ripartire una crescita robusta: 'Lo scarso investimento nei settori a maggiore valore aggiunte, la scarsa mobilità del lavoro verso i settori innovativi; la scarsa promozione della diversità e la carenza di un sano metabolismo economico'.

Per affrontare queste criticità, Kishida pensa a una strategia basata su quattro pilastri: investimenti sul capitale umano; sulla scienza, la tecnologia e l'innovazione; sulle start-up e sui progetti per la transizione green e digitale.

La prima area è centrale nella strategia di Kishida. 'Creatività e innovazione saranno cruciali nelle ondate della trasformazione digitale e della decarbonizzazione, e saranno le persone a creare e innovare'. Ma il Giappone su questo punto ha un problema: la carenza di forza lavoro a causa del rapido invecchiamento della popolazione. Quindi 'dovremo espandere l'investimento sulle persone sia in termini di 'flusso' che di 'stock'', ha detto Kishida.

Sul fronte del 'flusso', la questione principale sarà quella dei salari: il Giappone ha una crescita della produttività per ora paragonabile a quella di altri paesi, ma i salari sono statici e questo comprime i consumi. Quindi, accanto alla crescita della produttività, Tokyo dieve anche innescare una crescita dei salari. Il governo 'introdurrà incentivi fiscali ai datori di lavoro che aumenterannno i salari e lavorerà con il settore privato per creare un'atmosfera sociale in cui è normale e naturale che i salari aumentino', ha spiegato il capo del governo.

Per quanto riguarda invece lo 'stock', Kishida intende rafforzare l'investimento sulla formazione lungo tutta la vita lavorativa. A suo dire, 'la realtà è che l'investimento in educazione e formazione nel settore delle imprese in Giappone è molto più bassa che in altri paesi'. Quindi il governo ha già introdotto un pacchetto da 400 miliardi di yen (quasi 3 miliardi di euro) a questo scopo e intende contribuire alla mobilità nel lavoro, all'accumulo di capitale umano e al re-skilling. Inoltre vuole intervenire sul fronte della diversità, aprendo maggiormente le porte dei posti di lavoro alle donne. 'Espanderemo l'assistenza per la cura dei bambini e rendere alle persone più semplice lavorare in modalità più flessibili', ha spiegato Kishida.

L'altro punto su cui intende operare Kishida, per rafforzare la partecipazione delle persone alle dinamiche economiche, è aiutare a trasformare i risparmi in investimenti. Il Giappone possiede uno degli stock di risparmio individuale più corposi al mondo, con circa 2 milioni di miliardi di yen (14.582 miliardi di euro), metà dei quali sono depositi bancari e contante. Gli investimenti finanziari delle famiglie, invece, sono cresciuti nell'ultimo decennio solo di circa la metà rispetto a economie come quella Usa e Gb. Kishida ha detto che vuole incentivare un passaggio dai risparmi agli investimenti, in modo da far raddoppiare questi ultimi attraverso l'espansione del NISA, un programma di esenzione fiscale per i picocli investimenti, e la creazione di ulteriori strumenti di asset management.

Il secondo pilastro è quello degli investimenti nella scienza, tecnologia e innovazione. Attualmente i soldi messi in ricerca e sviluppo dalle aziende giapponesi è al palo rispetto a quelle di altri paesi sviluppati. Quindi Kishida presenterà una strategia nazionale per spingere le imprese a veicolare risorse in direzioni innovative. I settori in cui si articolerà saranno: intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, biotecnologie, digitale e decarbonizzazione. Saranno offerti incentivi consistenti per favorire ricerca e sviluppo e si proporrà una stretta collaborazione tra l'università e il governo. Lo scorso anno l'esecutivo - ha ricordato Kishida - ha sbloccato un finanziamento da 10mila miliardi di yen (72,9 miliardi di euro) per le università con lo scopo di rafforzare la ricerca accademica, ma avendo come precondizione che gli atenei riformino la loro governance.

Il terzo pilastro è l'investimento nelle start-up. 'Invece di cercare lavori convenzionali presso le grandi compagnie, molti brillanti studenti universitari in Giappone stanno lanciando proprie start-up dopo la laurea', ha segnalato Kishida. Nella sola Università di Tokyo - che produce tradizionalmente l'élite giapponese - sono state create 300 venture company. E molte delle start-up giovani - ha segnalato Kishida - hanno 'forti aspirazioni per risolvere i problemi sociali'. Per questo, il governo Kishida intende 'creare un ambiente in cui i giovani possano saltare nelle start-up più facilmente' con start-up campus, con un'espansione alle start-up del programma SBIR (Small Business Research Initiative), con l'attrazione di venture capital dall'estero, con particpazioni pubbliche ecc.

Per quanto riguarda gli investimenti nei settori green e digitale, Kishida ha segnalato come 'l'aggressione russa contro l'Ucraina abbia dimostrato l'importanza della sicurezza energetica'. E, nello stesso tempo, 'il cambiamento climato resta una questione urgente'. Quindi il premier nipponico ha intenzione di 'utilizzare i reattori nucleari, con garanzie di sicurezza, per contribuire alla riduzione globale di dipendenza dall'energia russa'.

Dopo l'incidente di Fukushima, avvenuto 11 anni fa, di fatto l'industria nucleare giapponese è rimasta ferma. Le riattivazioni dei reattori - otto hanno ripreso la produzione - sono sempre accompagnate da proteste delle comunità locali. Per questo motivo, la questione è particolarmente delicata. Ma, secondo Kishida, 'far ripartire solo uno dei reattori nucleari esistenti avrebbe lo stesso effetto di una fornitura di un milione di tonnellate di gas naturale liquindo all'anno per il mercato globale'. Quindi si dovrà fare.

Tuttavia, anche per Kishida, non è questa la soluzione a lungo termine per la questione energetica. Il primo ministro ha confermato l'impegno alla neutralità carbonica entro il 2050 e alla riduzione del 46 per cento delle emissioni entro il 2030. Nel prossimo decennio è previsto un investimento 150mila miliardi di yen (1.093 miliardi di euro) per la transizione energetica attraverso la collaborazione pubblico-privato. Di questi, 17mila miliardi di yen (124 miliardi di euro) sono stanziati per il solo anno fiscale 2030. L'altro canale per creare una massa d'investimenti per la transizione energetica è quella di mobilizzare la grande massa del già citato risparmiuo individuale.

Sul fronte del digitale, un settore chiave alla luce del crollo della popolazione per garantire i servizi, il Giappone - ha detto Kishida - 'svilupperà un contesto per la promozione del web 3.0, punterà sulle blockchain, sugli NFT, sul metaverso e diverrà una società che facilità i nuovi servizi'. Verranno riviste regolamentazioni e già è in corso un lavoro da parte dell'Agenzia digitale per identificare oltre 40mila regolamentazioni di era analogica che andranno aggiornate in tre anni. Inolte, entro i prossimi cinque anni, la fibra ottica 5G coprirà circa il 99 per cento della domanda nipponica.

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