Caldo record in Giappone, "spegnete le luci non necessarie"

(Adnkronos) - Ridurre i consumi di elettricità. E' quello che ha chiesto il governo del Giappone agli abitanti di Tokyo e delle aree limitrofe, alla popolazione e alle imprese. Il caldo rovente attanaglia il Paese. Una richiesta mirata per oggi, per la fascia oraria 15-18, che è nata dall'aumento della domanda, come riporta l'agenzia Kyodo all'indomani dell'allarme lanciato dal ministero dell'Industria con l'invito alla popolazione nella zona servita dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco) a ridurre e ottimizzare i consumi di energia, ad esempio spegnendo le luci non necessarie. Un appello che, secondo la Bbc, riguarda 37 milioni di persone. Per evitare il rischio di interruzioni. Ma il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria insiste comunque sull'uso "appropriato" dell'aria condizionata per evitare colpi di calore durante le ore calde.

Nel fine settimana, evidenzia la Bbc, a Tokyo le temperature hanno superato i 35 gradi. A Isesaki, a nordovest della capitale, si è registrato un record di 40.2 gradi. Mai in Giappone c'era stato un giugno così caldo. Secondo il Mainichi Shimbun, più di 250 persone sono state portate in ospedale nel fine settimana nella capitale per colpi di calore.

La stagione delle piogge a Tokyo e nelle aree limitrofe sembra finita, e mai si era conclusa così presto dal 1951, da quando sono disponibili i dati, fa sapere l'Agenzia Meteorologica del Giappone, come scrive la stessa Kyodo. Stagione delle piogge finita anche nella regione di Tokai, nel centro del Paese, e nella regione di Kyushu, nel sud.

La situazione è stata definita "imprevedibile" dal ministero. I fornitori sono al lavoro. Ma, ha avvertito ieri il ministero secondo la Bbc, "se si verificano un aumento della domanda e improvvisi problemi di approvvigionamento, il margine di riserva scenderà sotto il minimo richiesto del 3%". Già nei giorni scorsi il governo aveva lanciato un appello a risparmiare al massimo sull'energia durante l'estate. Lo scorso marzo un terremoto nel nordest ha costretto alcune centrali a sospendere le attività e diversi impianti vecchi sono stati chiusi per limitare le emissioni di anidride carbonica.

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