Giappone, Suga non demorde: si ricandiderà capo partito e premier

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Image from askanews web site
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Roma, 23 ago. (askanews) - Tetragono agli attacchi, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha comunicato oggi parlando acon i giornalisti che intende concorrere di nuovo alla leadership del Partito liberaldemocratico e, quindi, alla guida del paese. Questo nonostante il livello bassissimo di consensi che gli accordano i sondaggi d'opinione e lo schiaffone ricevuto nelle elezioni per il sindaco di Yokohama, dove il suo candidato è stato sconfitto.

"Vi ho detto che, come è naturale, io concorrerò quando sarà il momento", ha detto Suga, ribadendodi non aver "cambiato idea".

La sconfitta a Yokohama di Hachiro Okonogi, un suo alleato, non ha scalfito più di tanto la sua granitica determinazione. "E' un peccato, la gente ha dato il suo responso e io accetto umilmente il risultato", ha detto Suga, che ha dovuto incassare la vittoria di un candidato sostenuto dall'opposizione dek Partito democratico costituzionale, Takeharu Yamanaka, in una delle più importanti città del paese.

La sconfitta di Yokohama, al di là delle intenzioni di Suga, di certo indebolisce il primo ministro che aveva dato il suo diretto sostegno a favore di Okonogi. D'altronde, il primo ministro sconta alti livelli di sfiducia soprattutto per la maniera in cui l'ultima ondata di contagi è stata gestita.

La fragilità del premier è evidente anche al Partito liberaldemocratico, che è una formazione organizzata in fazioni (habatsu). Dagli articolati giochi di alleanze e dai veti reciproci, solitamente, viene formato un consenso attorno a un candidato.

Al momento candidati che si sono dichiarati apertamente, a parte Suga, non ce ne sono. Ma i nomi nel partito girano. Si va dall'ex ministro degli Esteri Fumio Kishida, già battuto da Suga lo scorso anno e che ha detto che ci penserà, a Hakubun Shimomura, che è il capo dell'ufficio di ricerca politica del partito e che nei suoi discorsi parla sempre più da candidato.

Altri nomi che stanno girando sono quelli dell'ex ministro dell'Interno Sanae Takaichi e di Seiko Noda, anche lei ex ministra dell'interno. Invece l'ex ministro della difesa Shigeru Ishiba, altro peso massimo del partito, ancora non ha dato segnali.

Dietro di sé Suga dovrebbe ritrovarsi il trio di alleati che hanno tenuto in piedi prima il governo di Shinzo Abe, poi il suo. Si tratta dello stesso Abe, del segretario generale del partito Toshihiro Nikai e del ministro delle Finanze e vicepremier Taro Aso.

I candidati per essere ufficialmente su piazza devono avere la firma di almeno 20 parlamentari. La campagna elettorale interna avrà inizio il 17 settembre e il voto avrà luogo il 29 settembre. Resta un'incognita: dopo la sconfitta di Yokohama non è detto che Suga voglia convocare le elezioni parlamentari anticipate in autunno, come si diceva. Insomma, per la politica giapponese comincia un momento interessante, in cui molte cose potrebbero cambiare.

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