Giappone, Suga tiene le carte coperte su data elezioni politiche

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Roma, 1 set. (askanews) - Il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha escluso oggi di voler sciogliere a breve la Camera dei rappresentanti, cioè la camera bassa della Dieta nipponica, perché la priorità in questo momento è quella di affrontare la nuova ondata di contagi Covid-19. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Kyodo.

"Ho detto che le contromisure per il Covid-19 sono la mia massima priorità e non cambio idea. Considerando la gravità dell'attuale situazione, lo scioglimento della camera non è possibile ora", ha detto Suga.

Il premier ha anche assicurato ai giornalisti che non intende far slittare il voto per la leadership del Partito liberaldemocratico fissato per il 29 settembre. In Giappone tradizionalmente il capo del governo di maggioranza automaticamente diventa primo ministro.

Secondo fonti della Kyodo, sarebbe in vista un rimpasto molto consistente di dirigenti all'interno del partito che nel dopoguerra ha mantenuto quasi ininterrottamente il potere in Giappone. Tra le teste che sarebbero pronte a saltare c'è quella dell'82enne segretario generale Toshihiro Nikai, un alleato di Suga, che ieri ha detto di essere pronto a fare un passo indietro.

Suga si trova a incassare da tempo sondaggi che lo danno come particolarmente impopolare, soprattutto a causa della gestione dell'ultima ondata Covid. Così anche all'interno del partito, deve affrontare una serie di potenziali concorrenti pronti a soffiargli la poltrona piuttosto decisi, a partire dall'ex ministro degli Esteri Fumio Kishida, che ha già presentato la sua volontà di concorrere. Inoltre potrebbero esserci altri aspiranti al ruolo che ancora mantengono le loro carte coperte.

Il primo ministro, per mantenere la poltrona all'interno dell'Ldp, può ancora contare sul sostegno dell'ex primo ministro Shinzo Abe e del ministro delle Finanze e vicepremier Taro Aso, che sono due figure piuttosto pesanti all'interno dei giochi tra le fazioni (habatsu) che compongono il partito. Ma la sua impopolarità potrebbe convincere molti tra i grandi elettori a cambiare cavallo per la corsa più importante, quella delle politiche.

Anche per questo è fondamentale capire quale sarà la tempistica del voto. La legislatura della camera bassa scade il 21 ottobre, ma da tempo si parla della possibilità di uno scioglimento anticipato, che è nelle prerogative del primo ministro.

Solo una volta, nella storia, la camera bassa è arrivata al termine naturale della legislatura, nel 1976 con primo ministro Takeo Miki. In ogni caso, ormai siamo agli sgoccioli e, a questo punto, l'inizio della campagna elettorale generale sarà tra il 5 e il 17 ottobre. Questa volta, il mare è particolarmente tempestoso per il Ldp e sicuramente l'andamento della pandemia avrà un suo impatto sul voto. Fare previsioni, insomma, appare azzardato.

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