Giapponesi sempre più vecchi: record negativo nuovi nati nel 2020

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Image from askanews web site
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Roma, 4 giu. (askanews) - Il governo giapponese ha annunciato che nel 2020 nel Sol levante sono nati solo 840.832 bambini, il numero più basso da quando nel 1899 le autorità hanno cominciato a rilevare quersto dato.

Rispetto al 2019 c'è stato un calo del numero di nuovo nascite di 24.407 unità. E anche il 2019 aveva segnato un record negativo, con il dato per la prima volta sotto quota 900mila.

Nel 2020 il tasso di fertilità delle donne giapponesì è stato di 1,34, con un calo su base annua rispetto all'anno precedente di 0,02. I matrimoni sono scesi a 525.490, -73.517 rispetto al 2019, record negativo dalla fine della seconda guerra mondiale.

Per il 2021, gli analisti prevedono un vero crollo delle nascite, anche a causa della pandemia Covid-19. Tra gennaio e marzo è stato stimato un crollo delle nascite del 9,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020, sulla base dei dati preliminari diffusi.

Se la previsione che quest'anno per la prima volta il numero dei nuovi nati si attesterà attorno a 700mila dovesse essere confermata, si trattarebbe di un anticipo di dieci anni rispetto alla previsione del governo.

Il Giappone, che ha circa 126 milioni di abitanti, sta affrontando il problema della "koreika", l'invecchiamento della popolazione, e un calo in numeri secchi dei residenti. Rispetto al 2015 si è perso quasi un milione di abitanti e il fenomeno tende ad accelerare.

Le conseguenze economiche rischiano di diventare piuttosto gravi in termini di produttività e di tenuta del sistema di welfare. La politica stretta rispetto all'immigrazione, poi, non contribuisce a compensare la perdita di popolazione e l'invecchiamento.