Gilberto Cavallini condannato all’ergastolo per la strage di Bologna

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I giudici della Corte d’Assise di Bologna hanno condannato Gilberto Cavallini all’ergastolo. Cavallini era imputato per il suo ruolo nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 in cui 85 persone persero la vita e altre 200 sono rimaste ferite.

Gilberto Cavallini condannato all’ergastolo

Ex membro dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari, un’organizzazione eversiva neo-fascista) al processo per la strage di Bologna ha dichiarato: “Sono in carcere dal 12 settembre 1983, ho perso il conto dei giorni, sono anni di galera che mi sono meritato, non lo contesto, li ho scontati tutti, sono pronto a scontarne ancora, la cosa non mi piace però lo accetto, perché comunque credo di avere fatto delle cose per le quali queste condanne siano state meritate. Quello che non accetto è dover pagare per quello che non ho fatto, non solo in termini carcerari ma anche di immagine e di credibilità”.

Cavallini ha continuato così la sua testimonianza: “Noi, con i miei compagni di gruppo, tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto alla luce del sole, a viso scoperto, lo abbiamo rivendicato, l’abbiamo pagato, ci siamo resi conto tutti che è stato tutto inutile e comunque sbagliato, in qualche maniera abbiamo cercato di riparare, chi più chi meno con i mezzi che poteva e, a questo punto, e non da oggi, trovarci ancora a dover subire la mistificazione della nostra storia è una cosa che io non posso accettare”.

Nel corso del processo, si è rivolto così ai familiari delle vittime: “Sono profondamente colpito come loro da quello che è successo e mi dispiace profondamente, ma non mi posso pentire di quello che non ho fatto. Mio padre è di Crevalcore, i Cavallini vengono dal bolognese. E la famiglia di mia madre è di Caorso, nel piacentino. Famiglie di una volta, contadine, quindi numerose. Potete immaginare quanti parenti avevo nel bolognese e in Emilia Romagna nel 1980 che quel giorno avrebbero potuto trovarsi alla stazione di Bologna? Per andare al mare o in vacanza? Sarei stato un criminale triplo, se avessi colpito non solo innocenti ma anche familiari”.

La strage di Bologna

La Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo per la partecipazione alla strage di Bologna e i giudici hanno riconosciuto il ruolo di supporto logistico che Cavallini ha fornito. In precedenza, per lo stesso caso, sono stati condannati in via definitiva Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Valerio Fioravanti.

Questo però è stato uno dei tanti crimini commessi da Cavallini. Il 27 aprile del 1976 pugnalò il giovane attivista studentesco e membro del Comitato Antifascista Gaetano Amoroso. Nel 1980 partecipò all’omicidio dell’appuntato Franco Evangelista, detto Serpico. Nello stesso anno sparò alle spalle a Franco Amato, sostituto procuratore di Roma, per poi fuggire in moto insieme a Ciavardini. in quel momento Amato stava indagando sui legami tra le forze eversive di estrema destra e la banda della Magliana.

Nel 1981 con i suoi compagni uccise il capitano della Digos Francesco Straullu, allora 26enne. Durante lo scontro rimase a terra anche l’agente di polizia Ciriaco Di Roma.