Gilet gialli, nono atto. Parigi blindata e ferita dall'esplosione alla boulangerie. Scontri a Bordeaux

Danilo Ceccarelli
Un nono atto in crescendo, scritto seguendo lo stesso copione delle precedenti

Un nono atto in crescendo, scritto seguendo lo stesso copione delle precedenti mobilitazioni, mentre Parigi viene scossa dall'esplosione di una boulangerie nel centralissimo quartiere dell'Opéra. La Francia ha cominciato così la sua giornata, divisa tra la protesta dei gilet gialli e una tragedia costata la vita a tre persone.

Nella capitale, il grosso dei manifestanti si è dato appuntamento a Bercy, non lontano dal ministero dell'Economia, per partire a fine mattinata in direzione degli Champs Elysées, diventati ormai il luogo simbolo della protesta. Altre iniziative si sono svolte a Lille, Bordeux, Rouen e Calais, mentre a Bourges, piccolo comune sperduto nel centro della Francia, si sono concentrati alcuni gilet gialli rispondendo all'appello lanciato da due dei leader del movimento, Maxime Nicole e Priscilla Ludosky, nonostante il divieto della prefettura a manifestare nel centro.

Lo scenario sull'avenue parigina ricorda quello delle scorse settimane: ai blindati posizionati all'ombra dell'Arco di Trionfo fanno pendant le vetrine sbarrate delle lussuose boutique, nel solito clima surreale che da metà novembre accompagna le manifestazioni dei gilet gialli. "Anche oggi? Ma non è possibile!" urla una signora sulla sessantina appena uscita di casa per portare a spasso il cane. Intanto, gli Champs Elysées cominciano a riempirsi di gilet gialli, tra slogan di vario tipo e striscioni contro il presidente Emmanuel Macron.

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Dopo le violenze registrate durante la mobilitazione della scorsa settimana, le autorità non hanno voluto correre rischi, innalzando il dispositivo di sicurezza agli stessi livelli di dicembre. Su tutto il territorio sono stati impiegati 80mila agenti, dei quali 5mila solamente a Parigi.

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