Gimbe, casi positivi scendono ma aumentano i decessi: i dati del report

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Monitoraggio Gimbe
Monitoraggio Gimbe

Il monitoraggio settimanale realizzato dalla fondazione Gimbe ha evidenziato che nel periodo che va dall’1 al 7 settembre 2021 sono diminuiti i nuovi casi positivi accertati. Si tratta del primo calo, pari al 12,5%, dopo nove settimane consecutive di aumento.

Covid, il Monitoraggio Gimbe

Osservando i dati del report emerge che le nuove positività sono passate dalle 45 mila della settimana precedente alle 39.511 del periodo preso in considerazione. Soltanto in tre regioni si registra un incremento percentuale dei nuovi casi.

Allo stesso modo è sceso il numero di persone in isolamento domiciliare così come quello degli attualmente positivi, passati da 138 mila a 133.787. Restano inoltre stabili i ricoveri, sia in area medica che in terapia intensiva: i primi sono lievemente aumentati da 4.252 a 4.307 (+1,3%), così come i secondi (da 544 a 563, +3,5%). Se i nuovi contagi sono diminuiti, lo stesso non si può dire per i decessi. Le morti legate al Covid sono infatti aumentate da 366 a 417, anche se va segnalato che 82 sono relative a periodi precedenti.

Per ciò che riguarda l’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti, sono sette le province in cui questa supera quota 150: si tratta di Siracusa, Messina, Ragusa, Trapani, Catania, Prato e Caltanissetta.

Covid, il Monitoraggio Gimbe: la campagna vaccinale

La Fondazione Gimbe ha poi fatto il punto sulla campagna vaccinale sottolineando come sia stabile il numero delle prime vaccinazioni effettate settimanalmente (730 mila). Stando ai dati aggiornati all’8 settembre, il 73,2% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino mentre il 65,9% ha completato il ciclo. La media delle somministrazioni giornaliere, però, è scesa a 256 mila.

Covid, il Monitoraggio Gimbe: l’efficacia dei vaccini

Quanto infine all’efficacia del vaccino, il monitoraggio ha rilevato che da aprile ad oggi i decessi sono diminuiti del 96,6% grazie alle vaccinazioni, le forme severe della malattia con conseguente ospedalizzazione del 93,9% e i ricoveri in terapia intensiva del 96%. Scende la percentuale se si considera il contagio, per prevenire il quale il vaccino si è dimostrato efficace al 78,1%.

Di qui la conclusione di Cartabellotta: “Oggi non esistono i presupposti epidemiologici per conquistare la cosiddetta immunità di gregge, in grado di proteggere i non vaccinati grazie a un’elevata percentuale di persone non più suscettibili al contagio perché vaccinate o guarite“.

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