Gimbe: Covid fuori controllo, chiusure locali o lockdown 1 mese

Sav
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Roma, 29 ott. (askanews) - Nella lotta al coronavirus in Italia si assiste negli ultimi giorni ad un crollo definitivo dell'argine territoriale del testing & tracing; ad un incremento di oltre il 60% dei ricoverati con sintomi e in terapia intensiva; ad un raddoppio dei decessi: è l'analisi della Fondazione GIMBE, che parla di una "epidemia già fuori controllo in diverse aree del Paese da oltre 3 settimane" che, "senza immediate chiusure in tutte le zone più a rischio", porterà "a breve" ad "almeno 4 settimane di lockdown nazionale per abbattere la curva dei contagi e permettere di assistere i pazienti in ospedale, al fine di evitare una catastrofe sanitaria peggiore della prima ondata". Il monitoraggio indipendente della Fondazione conferma infatti nella settimana 21-27 ottobre, rispetto alla precedente, l'incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (130.329 vs 68.982), in parte per l'aumento dei casi testati (722.570 vs 630.929), ma soprattutto per il netto incremento del rapporto positivi/casi testati (18% vs 10,9%). Crescono di oltre 112.000 i casi attualmente positivi (255.090 vs 142.739) e, sul fronte degli ospedali, si rileva un costante aumento dei pazienti ricoverati con sintomi (13.955 vs 8.454) e in terapia intensiva (1.411 vs 870). Più che raddoppiati i decessi (995 vs 459) (figura 2). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: decessi: 955 (+108,1%); terapia intensiva: +541 (+62,2%); ricoverati con sintomi: +5.501 (+65,1%); nuovi casi: 130.329 (+88,9%); casi attualmente positivi: +112.351 (+78,7%); casi testati +91.641 (+14,5%); tamponi totali: +147.423 (+14,4%). "I dati dell'ultima settimana - dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - documentano il crollo definitivo dell'argine territoriale del testing & tracing, confermano un incremento di oltre il 60% dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva e fanno registrare un raddoppio dei decessi. In alcune aree del Paese non è più procrastinabile il lockdown totale per arginare il contagio diffuso e ridurre la pressione sugli ospedali". In generale, i principali indicatori peggiorano in tutte le Regioni, fatta eccezione per il modesto incremento dei casi testati. "Al di là dei numeri assoluti - spiega il presidente - preoccupano i trend esponenziali con cui aumentano i pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, con un tempo di raddoppiamento di circa 10 giorni da 3 settimane consecutive". (segue)