Gimbe, i dati prima delle riaperture: spie rosse in 12 regioni

Primo Piano
·3 minuto per la lettura
Gimbe, i dati prima delle riaperture: spie rosse in 12 regioni (Photo by: Cristiano Minichiello/AGF/Universal Images Group via Getty Images)
Gimbe, i dati prima delle riaperture: spie rosse in 12 regioni (Photo by: Cristiano Minichiello/AGF/Universal Images Group via Getty Images)

La Fondazione Gimbe, alla vigilia delle riaperture del 26 aprile, ha lanciato una nuova allerta nel suo consueto monitoraggio settimanale. Riaprire è “una coraggiosa decisione politica, ma attenti al “liberi tutti” e alle criticità mai risolte”, ha detto il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.

Nel report settimanale con i dati della settimana compresa tra il 14 e il 20 aprile, rispetto ai sette giorni precedenti si registra una diminuzione nel numero dei nuovi casi (90.030 da 106.326) e dei morti (2.545 da 3.083). In calo anche i casi attualmente positivi (482.715 da 519.220), le persone in isolamento domiciliare (456.309 da 488.742), i ricoverati con sintomi (23.255 da 26.952) e nei reparti di terapie intensive (3.151 da 3.526). 

GUARDA ANCHE - Cos’è il certificato verde e come si ottiene?

Questa l'analisi di Cartabellotta: “La circolazione del virus è ancora sostenuta. I casi attualmente positivi, raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (570.096), sono scesi a 482 mila, numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di tracciamento”.

Spie rosse in 12 regioni: la pressione sugli ospedali

In varie regioni è ancora forte la pressione sugli ospedali: “Il numero di posti letto occupati, sia in area medica che in terapia intensiva è ancora elevato”, ha dichiarato Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione. L’occupazione da parte dei pazienti Covid supera il 40% in 4 Regioni. Più lenta la discesa nell’occupazione dei reparti di terapia intensiva, con una riduzione del 15,8% in 14 giorni. Restano occupati 3.151 posti letto e in 12 Regioni la soglia di saturazione supera il 30%. “Numeri ancora alti anche per i nuovi ingressi giornalieri - ha sottolineato il direttore operativo di Gimbe, Marco Mosti - con una media mobile a 7 giorni di 182 ingressi al giorno, seppure in diminuzione da un mese”.

Le 12 regioni in cui la soglia di occupazione in terapia intensiva è superiore al 30% sono: Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, P.A. Trento, Liguria e Calabria.

GUARDA ANCHE - Covid, quando si potrà riaprire, e cosa? Il piano data per data

Riaperture: il commento di Cartabellotta

Il decreto riaperture, per il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, è "una decisione politica presa sul filo del rasoio se guardiamo ai dati della pandemia e alle coperture vaccinali, ma al tempo stesso un coraggioso atto di responsabilità del Governo per rilanciare numerose attività produttive e placare le tensioni sociali che affida ai cittadini una grande responsabilità”.

Cartabellotta ha invitato Governo e Regioni a elaborare una strategia per arginare “la verosimile risalita dei contagi” e un piano di medio-lungo periodo per uscire dalla pandemia che tenga conto, oltre che delle coperture vaccinali, di scenari epidemiologici e criticità mai risolte in 14 mesi di pandemia.

Gli effetti delle misure restrittive disposte da marzo, secondo Cartabellotta, si vedranno almeno fino a metà maggio e il progressivo ritorno al giallo determinerà una risalita dei contagi. Importante, quindi, rivedere il sistema delle Regioni “a colori”: “servono nuovi parametri per attuare tempestive chiusure locali ed evitare la diffusione del contagio”.