Gimbe: "Rivedere il sistema della suddivisione in colori"

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Gimbe nuovi parametri
Gimbe nuovi parametri

La Fondazione Gimbe teme che le riaperture programmate dal 26 aprile e il ripristino della zona gialla possano far risalire i casi a partire da metà maggio: ha pertanto chiesto al governo di rivedere il sistema della suddivisione in colori e di introdurre nuovi parametri per le chiusure locali.

Gimbe: “Servono nuovi parametri”

L’organo ha fornito il consueto aggiornamento settimanale evidenziando una diminuzione di tutti gli indicatori rispetto alla settimana precedente, dai nuovi contagi ai decessi ai ricoveri fino agli attualmente positivi. Il calo dei decessi è del 17,5%, quello di ricoveri del 13,7%, quello delle terapie intensive del 10,6%, quello degli isolamenti domiciliari del 6,6%, quello dei nuovi casi del 7,8% e quello degli attualmente positivi del 7%.

Questo il comento del presidente Nino Cartabellotta: “La circolazione del virus nel nostro paese rimane ancora sostenuta“. Per questo ha definito quella di riaprire gradualmente attività una decisione politica presa sul filo del rasoio se si guardano i dati della pandemia e le coperture vaccinali, ma al tempo stesso “un coraggioso atto di responsabilità del governo per placare le tensioni sociali“. Il rischio è che la ripartenza sia interpretata come un liberi tutti e che causi un aumento dei casi dalla metà di maggio.

Con il ritorno alle zone gialle la risalita dei contagi sembra inevitabile tanto che la Fondaazione ritiene “impossibile in tempi brevi ridurre l’incidenza settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 casi per 100mila abitanti”. Oltre a nuovi parametri per le chiusure locali, Gimbe ha infine chiesto una strategia di screening di massa a cadenza periodica per le scuole e un investimento sullo smart working con misure di sgravio fiscale.