Gimbe: "In una settimana +13% terapie intensive, -40% nuovi vaccinati"

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BARI, ITALY - APRIL 06: Medical staff treat Covid-19 patients in intensive care on April 06, 2021 in Bari, Italy. The Bari Polyclinic has activated an additional 14 Covid resuscitation beds within the structure for maxi emergencies in the Fiera del Levante. Three weeks after the activation of the structure for maxi emergencies in Fiera del Levante, 120 beds out of 152 have been activated. Overall, the number of Covid patients assisted by the Bari Polyclinic in all complexes is approximately 330. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)
BARI, ITALY - APRIL 06: Medical staff treat Covid-19 patients in intensive care on April 06, 2021 in Bari, Italy. The Bari Polyclinic has activated an additional 14 Covid resuscitation beds within the structure for maxi emergencies in the Fiera del Levante. Three weeks after the activation of the structure for maxi emergencies in Fiera del Levante, 120 beds out of 152 have been activated. Overall, the number of Covid patients assisted by the Bari Polyclinic in all complexes is approximately 330. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)

Aumentano ancora nuovi casi di Covid-19 in Italia (+16,6%) ed i ricoveri (+14,9%) e s’inverte la tendenza delle terapie intensive (+12,9%). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimb. L’aumento si riflette anche sugli ospedali: aumentano i ricoveri in area medica (+388) e in terapia intensiva (+44). Sono stabili i decessi (257 vs 249).

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane comunque molto basso (5% in area medica e 4% in intensiva). Nessuna Regione, rileva il monitoraggio Gimbe, supera le soglie del 15% per l’occupazione dei reparti di area medica e del 10% per l’area critica di terapia intensiva. In aumento i casi attualmente positivi (84.447 vs 75.046), le persone in isolamento domiciliare (81.070 vs 72.101), i ricoveri con sintomi (2.992 vs 2.604) e le terapie intensive (385 vs 341).

“Nell’ultima settimana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali, seppure più contenuto rispetto alla precedente (+16,6%)”. L’aumento della circolazione virale è ben documentato dall’incremento registrato nelle ultime due settimane sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 8,2%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,3%).

“Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si registra un incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +14,9% in area medica e +12,9% in terapia intensiva”. In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 2.992 del 2 novembre (+26%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 385 del 2 novembre (+14%). “Si registra inoltre un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva”, spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe, “con una media mobile a 7 giorni di 26 ingressi/die rispetto ai 23 della settimana precedente”.

Continua il calo dei nuovi vaccinati. Scendono ancora i nuovi vaccinati contro Covid-19 (-39,6%). Sono infatti in calo del 5,1% nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (1.066.374), con una media mobile a 7 giorni di 134.604 dosi/die. Per quanto riguarda i nuovi vaccinati, dopo aver sfiorato quota 440mila nella settimana 11-17 ottobre, il loro numero nelle ultime due settimane, sottolinea Gimbe, è crollato prima a 239mila (-45,7%) e poi poco sopra 144mila (-39,6%). I nuovi vaccinati scendono a circa 20mila al giorno.

Al 3 novembre, secondo il monitoraggio Gimbe, il 78,7% della popolazione (n. 46.656.290) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+130.795 rispetto alla settimana precedente) e il 75,7% (n. 44.864.608) ha completato il ciclo vaccinale (+357.441). Dei 144.258 nuovi vaccinati nella settimana 25-31 ottobre, il 76,2% appartengono a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa. Rispetto alle persone ancora da vaccinare, rileva la Fondazione, “preoccupano in particolare gli oltre 2,7 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione e gli oltre 1,3 milioni nella fascia 12-19 che riducono la sicurezza nelle scuole”. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono inoltre molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97,1% degli over 80 al 73,5% della fascia 12-19. In generale, rispetto alla settimana precedente, gli incrementi sono sempre più modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dello 0,6% nella fascia anagrafica 12-19, dello 0,4% nelle fasce anagrafiche 20-29 e 30-39, dello 0,3% nella fascia 40-49, dello 0,2% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,1%.

Quanto, infine, alle forniture di vaccini, al 3 novembre risultano consegnate 99.784.168 dosi. “In assenza di nuove forniture, per la terza settimana consecutiva si riducono le scorte di vaccini a mRNA, che si attestano a quota 9,9 milioni di dosi. La necessità di accelerare la somministrazione delle terze dosi e la progressiva estensione della platea dei candidati alla dose booster - spiega Gimbe - richiedono un numero consistente di dosi: per questo è fondamentale conoscere il piano delle forniture per i prossimi mesi, di cui al momento non esistono dati ufficiali”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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