Ginatta di nuovo agli arresti per bancarotta e riciclaggio

Roberto Ginatta chi è

Dopo un anno e mezzo il Tribunale di Torino ha arrestato nuovamente Roberto Ginatta, l’ex presidente della Blutec. La magistratura ha disposto gli arresti domiciliari anche per il figlio Matteo Orlando Ginatta e Giovanna Desiderato. Le accuse che pendono su di loro sono di riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e da reato societario.

Chi è Roberto Ginatta

Roberto Ginatta è un imprenditore di 73 anni che nella sua carriera ha avuto a che fare con imprese del calibro di Vagnone e Boeri, Lombardini, Magneti Marelli, Dayco, Rgz. Dopo aver tentato di conquistare la casa editrice Einaudi, poi finita nelle mani della Mondadori, giunge alla ex Fiat di Termini Imerese sognando di far ripartire l’azienda in disarmo.

Per questo mette in piedi Blutec spa, un marchio creato nel 2014 noto appunto per aver rilevato la suddetta ex fabbrica. Ma le operazioni non sono mai andate bene a causa di errori e furbizie che gli sono costati accuse e arresti. Convinto di poter rilanciare l’industria dell’auto made in Italy e sperando di poter tentare una nuova avventura, le sue attività sono ben presto precipitate e sono state causa della sua dannazione.

Le accuse

Secondo l’accusa Ginatta avrebbe distratto circa 16,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione Siciliana per il tramite di Invitalia, per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese. Esso prevedeva la realizzazione di una nuova unità produttiva presso gli opifici della ex impresa Fca Italy Spa per la produzione di componentistica automotive. Avrebbe inoltre falsamente attestato alcuni dei presupposti per avere accesso a quei fondi pubblici con particolare riferimento all’idoneità economico-finanziaria dell’azienda.

In più avrebbe commesso numerosi fatti di bancarotta fraudolenta nella gestione della Blutec S.p.a. e della Metec S.p.a. a mezzo di comportamenti dolosi, reati societari e gravi condotte distrattive del patrimonio. Tra queste il prelevamento del capitale sociale, la distribuzione di dividendi generati solo da alchimie contabili e l’acquisto di biglietti e abbonamenti per le partite di calcio della Juventus.