Gino Paoli: "Mi sparai per vedere cosa c'era dall'altra parte"

HuffPost

Gino Paoli, 84 anni, racconta la sua vita contraddistinta da 60 anni di carriera e si racconta in una lunga intervista a Walter Veltroni su 7 del Corriere della Sera. L’artista genovese racconta le ragioni per cui una volta ha deciso di spararsi:

“Per andare a vedere cosa c’era dall’altra parte. Non ho una ragione specifica. Avevo avuto tutto dalla vita. Almeno credevo di aver avuto tutto, di aver visto tutto, di non avere ormai più niente da guardare. Quindi volevo andare a vedere dall’altra parte. È una stronzata mostruosa, quello che ho fatto quel giorno. Tutto quello che poi è successo nella mia vita non lo avrei fatto e c’erano un bel po’ di cose che volevo fare e che erano belle da vivere. Che è stato bello vivere. Però i ragazzi, i giovani sono spesso cretini. Almeno io lo fui”.

Il cantautore scende nei minimi dettagli e racconta cosa accadde esattamente in quegli istanti in cui tentò il suicidio:

“La mia ex moglie era andata a stare da un amico dall’altra parte di Genova. Io ero solo in casa. Ho preso un paio di pistole, le ho provate per vedere quale sparava più lontano. Le provai in un vocabolario. Sparai per vedere quanto era penetrante il colpo. C’era questa Derringer che aveva una canna piuttosto lunga quindi era più sostenuta. Poi misi un po’ di pillole sul comò e cominciai a prendere le pillole, ma era una rottura di coglioni mostruosa. Pensai, mi butto dalla finestra. Ma poi se mi vede mia madre tutto spiaccicato non è il caso, povera donna. Ad un certo punto ho pensato: mi sparo, vediamo. L’ho fatto. Come se mi avessero tirato un masso enorme addosso. Poi ho perso conoscenza. Mi sono svegliato in ospedale con il prete che mi dava l’estrema unzione e l’ho mandato a fare in culo”. 

Il tentato suicidio di Paoli fece arrabbiare Luigi Tenco che qualche anno dopo però prese la stessa decisione dell’amico cantautore:

“La mia ex moglie, che era fuori dalla stanza dove ero in rianimazione, mi ha raccontato che...

Continua a leggere su HuffPost