Giochi, Mazzoni (I-Com): "Settore maturo e stabile ma necessita di regolamentazione"

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Il settore dei giochi "è sì un comparto maturo ma ovviamente, nel 2020 e principalmente a causa dell'epidemia, ha subito una riduzione della dimensione economica sia per la raccolta, sia per vincite, spesa e per l'erario" ma "il calo registrato nel fisico" non si è spostato solamente "verso il gioco online" ma anche "verso il gioco illegale e questo indica quanto sia importante una regolamentazione perché, anche se è un settore stabile, dimostra di continuare ad essere permeabile all'illegalità e avere potenziali profili patologici nel consumo". Lo ha detto Eleonora Mazzoni, direttore Area Innovazione di I-Com, nel corso del webinar 'Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale'.

"Il progressivo sviluppo del settore del gioco rende necessario il varo di una regolamentazione coordinata, perseguibile sul piano nazionale attraverso l’emanazione di un testo unico in grado di disciplinare in modo armonico gli articolati aspetti della materia". E' quanto si legge nel paper 'Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale", curato da Eleonora Mazzoni, direttore dell’area innovazione dell’Istituto per la Competitività.

Il quadro legislativo, si legge, "è costituito da un gran numero di enti nazionali e di leggi e disposizioni regionali, in attesa di un'efficace e sistematica riorganizzazione". Inoltre, "il contesto normativo e giurisprudenziale ha creato una situazione di incertezza in capo sia ai consumatori che agli operatori economici". Tale incertezza, spiega quindi il documento, "inevitabilmente ha finito anche con il ripercuotersi sulle istituzioni a vario titolo competenti in materia".

"Le sole misure di natura fiscale, insieme agli stringenti controlli effettuali dalle istituzioni competenti, non sono sufficienti a creare un quadro che contemperi gli interessi di tutti gli attori del comparto, garantendo contestualmente il medesimo livello di tutela della salute dei cittadini su tutto il territorio italiano" si legge nel paper.

Come ricorda infatti il documento, "la necessità di tutelare i cittadini da un punto di vista sociale e sanitario, in particolare con riguardo alla prevenzione del fenomeno della ludopatia, ha indotto il legislatore a intervenire attraverso una politica fiscale di settore restrittiva allo scopo di ridurre l’offerta e disincentivare il consumo, aumentando negli anni la tassazione e di fatto modificando spesso il quadro fiscale fronteggiato dagli operatori".

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