Gioia a Montevideo per il segretario uruguaiano del Papa -2-

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Città del Vaticano, 27 gen. (askanews) - Nato il 18 settembre 1979, ordinato sacerdote il 6 maggio 2006, "poco dopo la sua ordinazione è stato nominato direttore del liceo giubilare Giovanni Paolo II", racconta al Sir da Montevideo padre Daniel Kerber, vicario per la pastorale dell'arcidiocesi. La specificità dell'istituto "è che si tratta di una scuola gratuita privata che è stata avviata in un quartiere molto marginale e povero di Montevideo" e, grazie a padre Aemilius, "ha avuto ottimi risultati accademici, permettendo invece a molti ragazzi poveri dei quartieri periferici di avere un'istruzione di qualità". Da una parte, il sacerdote dirigeva il liceo nella zona povera della città, dall'altra viveva in una parrocchia della zona ricca di Montevideo, "e questo gli ha consentito di stringere molti contatti con imprese che poi avrebbero finanziato la scuola".

Proveniente da una famiglia agiata di Montevideo, una nonna ebrea e genitori non credenti, riferisce ancora Vatican News, Gonzalo Aemilius si è convertito durante il liceo, colpito dal sorriso e dalla gioia sul volto di alcuni sacerdoti che aiutavano i ragazzi di strada nonostante le minacce di morte. Decide di farsi prete e di dedicare la sua vita ai ragazzi poveri e abbandonati del suo Paese.

Nel corso degli anni padre Aemilius è comparso a Roma varie volte, per motivi di studio e di lavoro, un sorriso smagliante e in mano un "porongo" il recipiente tondeggiante per bere il tipico tè latino-americano, il mate.

A inizio pontificato, la mattina del 17 marzo 2013, mentre salutava i fedeli radunati fuori la Porta Sant'Anna, il Papa appena eletto vide padre Gonzalo tra la folla e lo invitò a seguirlo nella chiesa dove stava per celebrare la sua prima messa con i fedeli dopo l'elezione. Al termine della liturgia, Francesco lo aveva chiamato accanto a sé e lo aveva presentato a tutti chiedendo di pregare per lui e per il suo lavoro con i ragazzi di strada.