Giorgia Meloni è contraria alle larghe intese

 

Matrimoni contro natura non ne vuole fare. Tantomeno ammucchiate. Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Itali, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano su Matteo Salvini dice: “Matteo ha mille doti, alcune anche nascoste. È così imprevedibile, ipercinetico... Non so cosa abbia detto a Mattarella. Ma io sono tradizionalista: il nuovo governo passa per le urne”. E su Renzi attacca: “Gioca a nascondino dietro le colonne di questo Palazzo. È un imboscato, ha bisogno delle mura, deve stare coperto. Se andassimo al voto lui cadrebbe, puf, per terra”. E poi “con Renzi no, mai”.

Ma Meloni ne ha anche per il premier: “Conte non lo digerisco, è un pericolo per l'Italia”.

Ciò detto, Meloni chiude a qualsiasi pateracchio fatto di unità nazionali, grandi intese o alleanze su ampia scala: “Dico quel che penso. No a Conte, no all'inciucio”. Semmai le urne. E sul premier chiosa: “Voleva cavalcare il virus ma per troppa foga, dal momento che è un neofita, si è fatto disarcionare dall'epidemia”. Certo, e se in tempi di coronavirus stare all'opposizione consente di stare “un pochino più comodi”, stare al governo significa invece “anche navigare tra le onde emotive, gestire aspettative spesso contraddittorie” perché in fondo la politica “è come giocare a poker”. Ovvero, “Deve aiutarti la fortuna e anche la prudenza”.

Cosicché se Conte sul caso coronavirus “non avesse esagerato, per esempio, avrebbe fatto la buona figura del suo ministro, Roberto Speranza” che “si è tenuto cauto, ha detto anche ovvietà ma con eleganza, ha tenuto i contatti col Parlamento. Che gli vuoi rimproverare?” si chiede infine Meloni.