Giorgia Meloni boccia il governo sul dpcm, ma non sul Mes: "Non c'è una strategia complessiva. Misure inutili"

Lorenzo Santucci
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FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 18: Political Leader of Fratelli d'Italia right party Giorgia Meloni speaks during the final rally of the election campaign for the regional elections in Tuscany on September 18, 2020 in Florence, Italy. The vote in Tuscany could decide the course of the country's political future. Next 20 and 21 September there will be votes in many Regions for regional elections that had been postponed for Covid  and also throughout Italy there will be voting for the Constitutional Referendum.  (Photo by Laura Lezza/Getty Images) (Photo: Laura Lezza via Getty Images)
FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 18: Political Leader of Fratelli d'Italia right party Giorgia Meloni speaks during the final rally of the election campaign for the regional elections in Tuscany on September 18, 2020 in Florence, Italy. The vote in Tuscany could decide the course of the country's political future. Next 20 and 21 September there will be votes in many Regions for regional elections that had been postponed for Covid and also throughout Italy there will be voting for the Constitutional Referendum. (Photo by Laura Lezza/Getty Images) (Photo: Laura Lezza via Getty Images)

“Il governo avrebbe dovuto avere meno spocchia, più serietà e più concretezza, perché oggi l’Italia ha un problema di credibilità che i cittadini pagano”. Commenta così al Corriere della Sera la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il nuovo dpcm del governo in vista dell’aumento dei contagi. Quello che rimprovera all’Esecutivo, un po’ come già anticipato ieri da Matteo Salvini, è la mancanza di coinvolgimento delle opposizioni nelle decisioni da prendere. “Come al solito da sei mesi, il governo non coinvolge l’opposizione, si limita a farci la telefonata dell’ultimo minuto. Non c’è una strategia complessiva. Stiamo rincorrendo il virus con misure in gran parte inutili”.

Ad aprile, spiega la Meloni, FdI aveva chiesto dati sulla mortalità e sui contagi ma “alla fine abbiamo dovuto fare da soli con il nostro uffici studi. Oggi che abbiamo la straprevista seconda ondata non sappiamo ancora il rapporto tra tamponi, ospedalizzati, asintomatici, non c’è trasparenza. Cosa è stato fatto da luglio ad oggi?”

Secondo la leader della seconda forza di centrodestra l’Italia si è fatta trovare “impreparata” a una seconda ondata ampiamente prevista e ha visto come fuorvianti alcune misure prese dal governo. “Serviva un piano complessivo e completo che avesse come estremo livello di intervento quello della Dad, ma no, il genio della Azzolina doveva pensare ai banchi con le rotelle. E per i trasporti, cosa è stato fatto? Ah sì, i monopattini! Noi abbiamo proposto il coinvolgimento di privati per potenziare le linee pubbliche, dai pullman turistici ai taxi collettivi, con uno scaglionamento degli orari. Ma no, si è scaricata la colpa sui singoli e non si è predisposto nulla”.

Sul fronte economico, il piano messo in atto dal Governo viene descritto dalla Meloni come “confuso, incompleto, deficitario, tragico nell’applicazione. Questo governo più di sinistra della storia sta rendendo sempre più acuta la frattura tra i garantiti e i non garantiti”. Poi, una chiusura sul Mes: da sempre il centrodestra (a esclusione di Forza Italia) non lo vede di buon occhio e, dopo la conferenza di Conte di ieri sera, appoggia la posizione del Premier. “Conte ci dà finalmente ragione: il Mes non è un regalo, il presunto risparmio è assai risibile e se decidessimo di prendere i prestiti del Mes i mercati ci vedrebbero come appestati”, scrive su Facebook.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.