Giorgio Locchi filosofo della libertà nel saggio di Giovanni Damiano

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Esce in questi giorni per Altaforte "Il pensiero dell’origine in Giorgio Locchi", ultima fatica di Giovanni Damiano. Locchi viene solitamente ricordato per la sua partecipazione alla Nuova destra francese e per due opere eminentemente politiche, 'L’essenza del fascismo' e 'Wagner, Nietzsche e il mito sovrumanista'. Tuttavia, secondo Damiano, professore di filosofia e già autore di numerosi libri, per comprendere la profondità della filosofia locchiana occorre analizzarla al di fuori della sua cornice politica, nella sua 'purezza'.

Nella concezione di Locchi, il tempo storico non è né lineare né circolare: è una sfera. E passato, attualità e avvenire si sincronizzano nel presente, che altro non è che la coscienza umana. Ogni presente diventa centro e quindi, potenzialmente, origine e nuovo inizio. Secondo l'analisi di Damiano, in Giorgio Locchi l’origine non è dunque qualcosa di dato ma è essenzialmente evento. In altri termini, la storia è ancora aperta e l’uomo, esercitando la sua libertà storica, può ancora forgiare il suo destino.

Il saggio di Giovanni Damiano è accompagnato da altri due contributi: “Giorgio Locchi, la tecnoscienza e il postumano” di Stefano Vaj e “Giorgio Locchi, un padre, un maestro”, la postfazione scritta da Pierluigi Locchi, figlio del filosofo, che accompagna il lettore in una dimensione più intima e per molti versi inedita del pensiero locchiano, riservando più di una sorpresa.

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