Giornata Alzheimer, nuovi strumenti per andare a caccia dei "segnali" -2-

Mpd

Roma, 18 set. (askanews) - Sarà presentata tra l'altro, sottolinea la ricercatrice, «una tecnica ultra-sensibile in grado di misurare - mediante amplificazione di forme proteiche specifiche - se in campioni biologici facilmente accessibili (tra cui l'urina e la mucosa olfattiva) di pazienti con Alzheimer siano presenti tracce di beta-amiloide e tau (non rilevabili con gli strumenti diagnostici classici) che possano essere utili per formulare una diagnosi. In questo convegno saranno inoltre presentate nuove tecnologie sviluppate con l'obiettivo di migliorare i percorsi terapeutici integrati e stimolare, allo stesso tempo, la ricerca clinica in questo ambito. I ricercatori descriveranno l'utilizzo delle metodiche di stimolazione cerebrale non invasiva sia nell'ambito di interventi riabilitativi mirati al miglioramento delle funzioni cognitive che come strumento diagnostico. Di estremo interesse l'impiego di sistemi di teleriabilitazione per garantire la continuità di cura».

Negli ultimi anni sono stati sviluppati e validati infrastrutture e programmi informatici che sono in grado di prevedere come progredirà la demenza combinando molteplici livelli d'informazione biomedica provenienti da: liquido cerebrospinale, test clinici e neuropsicologici, imaging cerebrale tramite acquisizioni MR e PET e test molecolari. «Accurati modelli computazionali di malattia possono consentire di migliorare la stratificazione di pazienti permettendo un'analisi mirata per identificare sottogruppi di malati che potrebbero rispondere positivamente a trattamenti» conclude Manenti.