Giornata della memoria: le parole del bambino sopravvissuto alla Shoah

emanuele di porto memoria

In occasione del 27 gennaio, data in cui in tutto il mondo si celebra la giornata della memoria, parla Emanuele Di Porto, bambino sopravvissuto per miracolo alla tragedia della Shoah. In questo giorno, scelto dall’Onu nel 2005, sono numerose le iniziative di svariate organizzazioni affinché l’orrore dell’Olocausto non si dimentichi.

Giornata della memoria, la storia di un sopravvissuto

Sono passati 75 anni dal giorno in cui le truppe sovietiche della 60esima armata del “Primo Fronte Ucraino” abbatterono i cancelli di Auschwitz, rivelando al mondo intero la realtà dei campi di concentramento, un orrore della quali molti ignoravano l’esistenza e di cui molti, ancora oggi, negano l’esistenza. In una giornata densa di celebrazioni e iniziative per tener viva la memoria – che sembra negli ultimi anni tendente alla negazione – Emanuele Di Porto, uno dei sopravvissuti all’orrore, ricorda: “Sono venuti i tedeschi al ghetto, ho visto mia madre tornare, ma un tedesco in quel momento l’ha presa e l’ha messa su un camion. Io l’ho raggiunta, ma poi non lo so come ho fatto, sono sceso dal camion e sono andato a piazza Monte Savello. E lì sono salito su un tram. C’era il bigliettaro, e sono stato due giorni sul tram”.

75 anni dopo, però, la storia non è ancora finita e non si contano i lager ancora sparsi per il mondo. Tra guerre che infiammano Paesi poveri e divisioni interne in numerosi Stati, oggi milioni di persone sono ancora private delle loro libertà per motivi politici, etnici e religiosi. Dalla Corea del Nord ai laogai cinesi, alle colonie penali australiane fino all’inferno libico. Sono migliaia le persone che ancora oggi sono rinchiuse in strutture “carcerarie” in cui non esistono o vengono presi in considerazione i diritti umani. Un orrore da tenere a mente mentre si commemora il Giorno della Memoria.