Giornata internazionale foreste, alleate del clima e della biodiversità

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Sensibilizzare sull’importanza di foreste ed alberi in ogni contesto, a beneficio delle generazioni attuali e future. Con questo obiettivo il 21 marzo si celebra la Giornata internazionale delle foreste: istituita nel 2012 su risoluzione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite. Quest’anno il tema della giornata è il 'Ripristino delle foreste: un percorso per il recupero e il benessere'.

“Prendersi cura delle foreste significa pensare al benessere di ambiente, persone, animali”, sottolinea Antonio Brunori, segretario generale di Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l'ente promotore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale che quest’anno festeggia 20 anni di attività nel nostro Paese.

“Le foreste costituiscono l’habitat di oltre l’80% di tutte le specie terrestri di animali, piante ed insetti. Inoltre, approssimativamente 1,6 miliardi di persone in tutto il mondo dipendono dalle foreste per il loro sostentamento, dalle popolazioni indigene che vivono nelle foreste primarie alle comunità montane delle aree interne del nostro Paese".

Le foreste inoltre, sottolinea il segretario generale di Pefc Italia, "sono tra le prime risorse per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico in atto, attraverso l’assorbimento di Co2: costituiscono infatti dei carbon sink, ovvero dei siti privilegiati di stoccaggio dell’anidride carbonica, fondamentali per contrastare la crisi climatica”. “Per questo - continua Brunori - è decisivo non solo preservare le foreste esistenti e mettere in atto operazioni importanti di riforestazione dove queste siano necessarie (come nelle aree di pianura o in aree urbane) o dove siano state distrutte, dalla Natura (come incendi o tempeste di vento come Vaia) o dall’uomo in modo indiscriminato e illegale".

"Questo significa anche - lato consumatori e aziende - scegliere prodotti derivati dalle foreste che siano certificati e tracciati: i traffici e le attività illegali nel settore foresta-legno fruttano alla criminalità mondiale tra 30 e 100 miliardi di euro ogni anno (secondo l’Interpol è la seconda voce di guadagno da traffici illeciti della criminalità a livello globale, dopo i guadagni dal commercio della droga) e almeno il 20% delle importazioni in Unione Europea di prodotti di origine forestale sono di origine illegale e senza tracciabilità" .

"Il fenomeno dell'illegalità non rappresenta solo una perdita economica per il paese esportatore (il mancato pagamento delle tasse) e una minaccia per le foreste e le condizioni di vita dei popoli e delle comunità che le abitano; crea anche un effetto dumping abbassando i costi di produzione, rendendo poco competitiva la gestione sostenibile delle foreste e la certificazione delle operazioni forestali, che risultano più costose rispetto al materiale senza garanzie” conclude Brunori.