Giornata mondiale animali, Animal Equality: “Ridurre il consumo di carne”

Giornata mondiale animali, Animal Equality: “Ridurre il consumo di carne”

Oggi è la giornata mondiale degli animali, e di seguito vogliamo ricordare la situazione italiana in fatto di gabbie e numeri.

Diminuire il consumo di carne per il bene del pianeta

A distanza di una settimana dalla Climate Action Week, a cui tantissime città nel mondo vi hanno partecipato, è giusto ricordare la situazione attuale degli animali in generale, ma soprattutto di quelli che sono costretti in gabbie permanentemente. E’ la stessa Greta Thunberg, attivista ambientale di primo piano, a invitare a ridurre, se non a smettere, il consumo di carne e pesce.

Animal Equality chiede di prestare attenzione ogni giorno, ma soprattutto oggi, alla condizione degli animali che amiamo e che mangiamo, anch’essi abitanti del nostro stesso Pianeta terra.

I polli allevati in Italia sono più di 500 milioni, di cui il 95% confinato negli allevamenti intensivi, mentre sono più di 8 milioni i maiali costretti alle stesse condizioni. I bovini e i bufalini invece sono più di 5 milioni, mentre i numeri di equini, ovini e conigli sono nettamente inferiori, ma pur sempre rilevanti. In termini di macellazione, i numeri sono ancora più alti. A proposito di dati, spiccano quelli delle carni rosse, che crescono rispetto al 2017: il numero dei capi infatti passa da 2.561.312 a 2.658.875, in linea con quanto dichiarato circa i consumi di carne rossa, che sembrerebbero in aumento. Stabile invece il numero dei maiali: poco più di 11 milioni.

L’impatto degli allevamenti

Inoltre, l’impatto ambientale degli allevamenti è altamente problematico, per la qualità dei terreni, per la falda acquifera – alcune ricerche hanno riscontrato la presenza di antibiotici nelle acque dei fiumi nelle zone circostanti agli allevamenti in Italia – ed è concausa del surriscaldamento globale, portando a desertificazione e siccità.

Ma oltre alle conseguenze ambientali, gli allevamenti condannano gli animali a una vita di isolamento e abusi. Molti di loro infatti vivono solo fino al raggiungimento di quella che gli allevatori considerano la “crescita ottimale” per ottenere la massima redditività possibile. La maggior parte dei suini viene macellata a meno di 6 mesi, i tacchini prima dei 4 e i polli, geneticamente selezionati per favorire una crescita esponenziale che distrugge loro scheletro e sistema cardiocircolatorio, a soli 42 giorni.

La situazione è ancora più critica in Italia, infatti essa è uno dei paesi dell’Unione Europea con il maggior numero di animali rinchiusi in gabbie, più di 45 milioni. Il 97% dei conigli, il 94% delle scrofe nelle gabbie da parto e il 62% delle galline vivono permanentemente dietro le sbarre.