Giornata rifugiato, Cuamm al fianco di chi fugge e di chi ospita

Red/Sim

Roma, 18 giu. (askanews) - "Il primo caso di Covid-19 registrato nella regione di Gambella, in Etiopia, era un rifugiato sud sudanese, sottoposto a inizio giugno ai controlli sanitari al confine e messo in quarantena alla frontiera. La comunit umanitaria considera i rifugiati particolarmente a rischio per il Covid-19, perch vivono spesso in strutture sovraffollate, dove difficile garantire misure di igiene minime. A Gambella, una regione particolarmente povera dell'Etiopia, queste considerazioni sono valide per tutti, non solo per i rifugiati": quanto si legge nel comunicato diffuso oggi da Medici con l'Africa Cuamm, in vista della Giornata mondiale del rifugiato.

"A marzo 2020 - precisa l'organizzazione - la regione di Gambella ospitava oltre 315.000 rifugiati sud sudanesi: persone che negli ultimi anni sono scappate dalla guerra civile e sono state accolte dal governo etiope, a cui stata data la possibilit di costruire la propria casa in campi dedicati. Vere e proprie citt, sorte in pochi mesi. Ad oggi la popolazione rifugiata nella regione di Gambella pari ai due terzi di quella residente e non mancano le occasioni di contatto tra le persone, aspetto che con il coronavirus solleva preoccupazione". (Segue)