Giornata Terra, Fico: risanare pianeta necessità per sopravvivere

Red
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Roma, 22 apr. (askanews) - "La Giornata internazionale della Terra richiama tutti noi a un impegno preciso: risanare il nostro pianeta. Una sfida epocale, perché l'umanità non può più temporeggiare". Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, in un post su Facebook per la Giornata della Terra, che "sollecita tutti a prenderci cura del nostro pianeta, a risanarlo e a rispettarlo, ristabilendo con esso un'alleanza proficua e ripristinando quelle condizioni di equilibrio della natura che non soltanto ci restituiscono bellezza e ricchezza, ma rappresentano le condizioni necessarie per la sopravvivenza stessa dell'umanità".

"Per decenni - osserva - comportamenti ispirati a un consumo dissennato delle risorse e a uno stile di vita non sostenibile hanno provocato degenerazioni allarmanti che costituiscono un pericolo enorme per la salute dell'ambiente e di tutti noi: perdita di biodiversità e degrado degli ecosistemi, inquinamento e surriscaldamento dell'aria e dei mari, distruzione delle foreste tropicali, devastazione del suolo, estinzione o migrazione forzata di intere specie di vita".

"Con il Green Deal - prosegue Fico - l'Unione europea si è posta l'obiettivo cruciale della neutralità climatica al 2050, formalizzando la decisione di ridurre, entro il 2030, le emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, un impegno decisamente più ambizioso rispetto al 40% concordato nel 2014. Anche nel nostro Paese la promozione dell'economia circolare, il contrasto al dissesto idrogeologico, la tutela delle acque, l'arresto del consumo del suolo e la riduzione dell'uso di plastica sono temi che negli ultimi anni hanno progressivamente occupato un ruolo centrale nell'agenda politica. È il frutto di un lungo percorso avviato nel tempo grazie alla spinta di migliaia di cittadini, comitati, associazioni. Oggi abbiamo i mezzi finanziari necessari per procedere più speditamente su questa strada con il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza che ne stabilirà la destinazione e gestione. Ogni Stato deve indirizzare almeno il 37% della dotazione complessiva alla transizione verde che costituisce uno dei tre assi di intervento del progetto di Piano trasmesso alle Camere nello scorso gennaio".

"La recente istituzione del Ministero della Transizione ecologica e anche del Comitato interministeriale per la transizione ecologica - sottolinea ancora - rafforza questa spinta in avanti. Il senso di questa sfida sta nel far comprendere a tutti la dimensione anche sociale ed etica della questione. Sociale, perché la salute del pianeta ha una valenza trasversale che incide in tutti gli aspetti della nostra quotidianità, nella qualità della vita, così come nel futuro delle nuove generazioni; ma anche etica, nella misura in cui la scarsità delle risorse e gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici si ripercuotono pesantemente sui principi di inclusione, giustizia ed equità. Basti pensare che un abitante su dieci nel mondo non ha un accesso sicuro all'acqua. Negare questo diritto fondamentale equivale ad una violazione della dignità di milioni di persone grave ed inaccettabile. Così come inaccettabili sono le migrazioni forzate di intere popolazioni costrette a fuggire da contesti ambientali diventati inospitali ed ostili".