Giovane pastore del Gambia schiavo in provincia di Brindisi

Red/Nav

Roma, 7 set. (askanews) - Brindisi, frazione Tuturano, in Contrada San Paolo. Un pastore 20enne originario del Gambia viene ridotto in schiavitù. Il giovane è costretto a lavorare e vivere all'interno di una masseria in condizioni disumane, dormire su un giaciglio. Il tutto per la chimera di una paga mensile di 650€, circa 1,5€ all'ora per più di 13/14 ore al giorno, dalle 5 di mattina. Senza riposo settimanale, ferie, diritti. Due persone, un 51enne con a carico diverse vicende di natura penale anche di tipo associativo e la convivente, una donna 37enne titolare della masseria, entrambe della zona, sono state arrestate in flagranza di reato dai Carabinieri della task force anti-caporalato.

Lo specifico gruppo di lavoro è stato costituito in seno al Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, in ossequio alle disposizioni del Comando legione Carabinieri Puglia, per il contrasto al fenomeno dell'intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro, e opera unitamente ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi. I reati contestati agli indagati sono l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, in concorso. Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato che il giovane africano, munito di permesso di soggiorno, rilasciato per motivi umanitari e scaduto nel maggio scorso, è stato impiegato in seno all'azienda zootecnica a decorrere dal maggio 2018 nella pulizia delle stalle, nella mungitura e nell'accudimento degli ovini, circa 400 capi, che conduceva quotidianamente al pascolo la mattina e il pomeriggio. Il pastore africano, appartenente alla schiera degli "invisibili", è stato pertanto sfruttato a seguito del suo accertato stato di bisogno, vivendo in disumane e degradanti situazioni alloggiative nell'ambito della masseria. (Segue)