Giovani e Web: iperconnessi, poco controllati, a rischio bullismo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 8 feb. (askanews) - La "generazione Z" è iperconnessa (oltre 3 ore al giorno on line: il 20% non saprebbe stare un'ora senza smartphone), ma in tempo di Covid è desiderosa di guardarsi negli occhi (9 su 10 preferiscono parlarsi dal vivo e l'81% ha più amici nel mondo reale): non ha un rapporto responsabile nelle relazioni legate a social e Rete (1 su 3 dà il numero di cellulare agli sconosciuti, il 22% incontra estranei conosciuti sui social), mentre i genitori non riescono a controllare cosa fanno i figli (6 su 10 sono connessi al Web senza controlli). TikTok e Instagram scalano la classifica dei social più utilizzati anche tra i più piccoli (il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dice di avere un account TikTok, il 14% Youtube, il 9% instagram), preoccupa la non gestione di episodi di bullismo e cyberbullismo, di cui si dichiara vittima il 45% dei ragazzi. Sono alcuni elementi che emergono dall'indagine "Tra digitale e cyber risk: rischi e opportunità del web", realizzata dall'Istituto Piepoli su un campione di circa 1200 minori, e presentata oggi dal Moige in occasione del Safer Internet Day 2021 per la campagna sociale "Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale" contro il cyberbullismo ed altri pericoli del web.

Dall'analisi emerge che il mondo dei ragazzi italiani nel corso dell'ultimo anno si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone, che ha sostituito per quote rilevanti di ragazzi le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia, e persino la televisione, che a volte, quasi come un camino digitale, riuniva la famiglia e generava occasioni di confronto e racconto: cresce (+64%) l'uso dello smartphone (boom anche tra i 6 e i 10 anni: +34%), in calo la tv (-6%, anche se 2 ragazzi su 3 ce l'hanno in camera. 1 su 3 guarda contenuti vietati ai minori).

Tra i giovani aumenta il rischio di esporsi alle fake news: quasi 4 ragazzi italiani su 5 si informano sugli avvenimenti che accadono nel mondo attraverso il web, soprattutto sui social, e lo fanno pur dichiarando apertamente di essere "caduti nella trappola" delle fake news nel 56% dei casi. Lo fanno perchè il loro mondo si è concentrato, sempre di più, nello smartphone, che 2 ragazzi su 3 dichiarano di utilizzare molto più di prima, e di farlo da soli, senza la presenza dei genitori o fratelli.

Scoprire cosa fanno online è difficile: 6 su 10 sono connessi senza controlli, 1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e 1 su 4 cancella la cronologia. Inoltre solo 1 genitore su 3 dà limiti di tempo di connessione e meno della metà dei genitori sa cosa fa online il proprio figlio. E purtroppo i social non permettono ai genitori di avere alcun controllo sulle attività dei loro figli minorenni. Una tendenza all'isolamento molto più forte tra i ragazzi che frequentano le scuole superiori.

Secondo il dossier del Moige, i giovani italiani, dunque, frequentano molto i social network, ma non solo per informarsi. Lo fanno anche per condividere foto e raccontare parti delle loro vite. Per farlo utilizzano soprattutto Instagram e TikTok: il 64% dei minori italiani tra gli 11 e 14 anni dichiara di utilizzare TikTok, mentre il 60% utilizza anche Instagram. Preoccupa che il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiarino di avere un account TikTok, mentre il 14% Youtube e il 9% Instagram.

Campanello d'allarme su bullismo e cyberbullismo: il 45% ha subito prepotenze (soprattutto verbali o psicologiche), il 44% ha assistito a episodi di prepotenza on line, 3 ragazzi su 10 conoscono vittime di cyberbullismo (che si è ripetuto nel 30% dei casi), ma il 56% dei ragazzi dice di non sapere come gestire un episodio di bullismo o che fa finta di niente. Il 6% dei giovani dichiara di aver scambiato foto personali con gli altri tramite i social e il 30% dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a sconosciuti.

Il bullismo è presente nelle scuole e fuori dalle scuole, tanto che quasi 6 bambini su 10 hanno assistito ad episodi di prepotenza, e quasi uno su due ha assistito ad episodi di cyberbullismo. Tra i ragazzi che hanno subito atti di bullismo, dominano scherzi telefonici, messaggi di minacce, insulti ma non mancano foto o video. I ragazzi, davanti a questi atti, si sentono arrabbiati (37%), soli (25%), isolati (23%). Uno stato d'animo che solo uno su due (48%) condivide con i genitori, uno su 4 con gli amici, solo il 14% con i docenti.

Molto responsabili durante i pasti, ben 9 ragazzi su 10 si staccano dallo smartphone.

"Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale", giunto alla quinta edizione, è un progetto promosso dal MOIGE con la Polizia Postale e il Ministero dell'istruzione, il DIS-Dipartimento Informazioni Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, Repubblica Digitale, Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia e con il supporto di Enel Italia Spa, Trend Micro Italia e del Fondo di beneficenza Intesa Sanpaolo. Nel 2021 il progetto coinvolgerà 250 scuole primarie e secondarie di I e II grado in circa 200 comuni di tutta Italia; 62.500 studenti coinvolti in attività di sensibilizzazione e formazione; 1.250 Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale, formati per essere un punto di riferimento all'interno della scuola; 1.250 docenti formati tramite piattaforma online e incontri a scuola; 125.000 genitori degli studenti informati attraverso il materiale didattico dedicato e webinar.