Giovanni Amighetti racconta la terza edizione di Ahymé

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Giovanni Amighetti Ahymé
Giovanni Amighetti Ahymé

Torna Ahymé, il festival interculturale dove cultura, musica, condivisione e integrazione si fondono armoniosamente. Ne ha parlato Giovanni Amighetti, che nell’intervista esclusiva ha parlato delle novità dell’edizione 2021, presentando con gioia il progetto.

Giovanni Amighetti presenta la nuova edizione di Ahymé

Dopo la serata di apertura fissata per domenica 19 settembre 2021, il 24 settembre e l’1, 2, 6, 20 e 21 ottobre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma torna Ahymé, il Festival interculturale dell’integrazione dedicato alla cultura e alla musica internazionale, ideato dall’artista, musicista, compositore e autore Bessou Gnaly Woh (Presidente dell’Associazione “Colori d’Africa – APS”), con il coordinamento musicale di Giovanni Amighetti, insieme alla casa di produzione Arvmusic e all’agenzia di management Griot.de.

Ahymé è un festival di condivisione in cui la musica ha un ruolo fondamentale in quanto ha la capacità di essere uno strumento di dialogo tra i popoli e di unione tra le persone. La musica parla davvero la lingua di tutti. Un momento di incontro fra persone con differenti tradizioni e costumi con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere l’inclusione sociale e la convivenza civile.

A proposito della nuova edizione, Giovanni Amighetti ha detto: “Ahymé Festival nasce nel 2019 con l’obiettivo principalmente di far conoscere la musica africana. Nel 2020 a causa del 2020 abbiamo organizzato “Incontri sul palco”, ma nel 2021 al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma diamo una visione più ampia allargando il Festival a livello internazionale, con ospiti non solo italiani e africani, ma anche musicisti provenienti da Ucraina, Usa, Israele, Inghilterra”. Un ventaglio variegato che offre un incontro prezioso dal punto di vista umano e culturale, prima ancora che musicale.

Giovanni Amighetti Ahymé
Giovanni Amighetti Ahymé

“La sfida era fare un Festival internazionale proprio adesso, quando il Covid pone ancora diversi limiti e impedisce a tanti musicisti di raggiungerci. Siamo riusciti a organizzare l’evento, ma non mancano i limiti. Molti ospiti arriveranno ad Ahymé solo nel 2022. Ma essere riusciti a organizzarlo è per noi già una grande soddisfazione, ha aggiunto. Così, dopo un periodo di isolamento e distanza, il Festival si fa portavoce di un messaggio di unione e buon auspicio.

Poi ha sottolineato: “Facciamo conoscere un gruppo di immigrati che vogliono presentare musica della loro terra e far conoscere la loro tradizione e cultura. In questo modo tanti artisti hanno avuto un incontro creativo e collaborativo. È un incontro umano, si respira un profondo senso di empatia. Si entra stando ciascuno con il proprio gruppo e si esce che ci si conosce tutti. Il desiderio di incontrare l’altro si fa sentire forte, soprattutto dopo le grosse restrizioni imposte a causa della pandemia”.

Giovanni Amighetti Ahymé
Giovanni Amighetti Ahymé

Giovanni Amighetti, quali sono gli appuntamenti della nuova edizione di Ahymé

Dopo la serata d’apertura del 19 settembre presso “La Caplera”, Ahymé prosegue con sei appuntamenti che si terranno tra il 24 settembre e il 21 ottobre presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma e vedranno come ospiti il fisarmonicista e compositore russo Vladimir Denissenkov (24 settembre), lo scrittore camerunese Emmanuel Edson (1 ottobre), il giorno successivo ci sarà la cantautrice ivoriana Proudence. Seguiranno il violinista e percussionista del Canzoniere Grecanico Salentino Mauro Durante insieme al chitarrista, produttore e compositore Justin Adams (6 ottobre). Il 20 ottobre il pubblico ascolterà il pianista e compositore israeliano Omer Klein e l’indomani sarà la volta del pianista Adam Kromelow. Il protagonista degli eventi in programma l’1 e il 2 ottobre sarà il polistrumentista del Burkina Faso Petit Solo Djabate che presenterà in anteprima live il suo nuovo progetto discografico “play@esagono”.

L’iniziativa, prodotta dall’Associazione di Promozione Sociale Colori d’Africa con Arvmusic, il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma e La Caplera di Medesano, è realizzata con il contributo di Fondazione Cariparma e della Regione Emilia Romagna ed è inserita nel calendario degli eventi di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-2021.

Inoltre, la terza edizione del festival interculturale dell’integrazione dedicato alla cultura e alla musica internazionale aggiunge una tappa nella città meneghina, in occasione della Milano Fashion Week 2021.

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