Giovanni Custodero, la fidanzata ricorda: “Non voleva avessimo paura”

giovanni-custodero-morte

A pochi giorni dalla morte di Giovanni Custodero, avvenuta lo scorso 12 gennaio, la fidanzata Luana sceglie di rompere il muro di silenzio e raccontare ai giornali cosa ha significato vivere accanto a un ragazzo con un tumore alle ossa che in quattro anni lo ha condotto alla morte. Nell’intervista rilasciata il 14 gennaio, la 22enne Luana Amati ha parlato del loro primo incontro, dei progetti di vita fatti assieme e degli ultimi giorni del suo Giovanni, in cui incitava al sorriso chiunque gli fosse vicino.

Giovanni Custodero: parla la fidanzata

Davanti ai microfoni, la ragazza racconta come siano stati speciali per lei i giorni trascorsi assieme a Giovanni, anche quelli più dolorosi e segnati dalla malattia: “I più belli e i più tristi della nostra vita. All’inizio di dicembre Giovanni ha saputo dai medici che davvero non c’era più nulla da fare, la malattia era all’ultimo stadio. Così ha scelto come vivere i suoi ultimi giorni”.

Luana parla poi dell’ultimo giorno, quello in cui il 27enne ha voluto raccogliere attorno a se parenti e amici che spronava a sorridere e a non buttarsi giù malgrado il triste momento: “Una tribù. Francesco, Davide, Vito, Ardit, Luigi, la mamma, la sorella, io. Sempre lì. Eravamo straziati ma c’era una strana allegria. Ci diceva: “Sorridetemi”. A Capodanno abbiamo cenato e brindato nella sua stanza. E lui a incitarci di non avere paura.

L’incontro tra Giovanni e Luana

Nell’intervista Luana descrive inoltre il suo primo incontro con Giovanni, avvenuto quando lei aveva soltanto 18 anni: “Ho conosciuto Giovanni in un ristorante di Savelletri dove lui faceva il cameriere. Mi avevano colpito la sua spensieratezza e l’allegria. Sorridi che il mondo sorriderà a te, era il suo motto. Il mare, il sole, il cibo buono, il calcio, l’amore. Giovanni era così. Diceva che il vero coraggio era guardarsi negli occhi.

Parlando del periodo in cui aveva scelto la sedazione profonda Luana ricorda infine gli ultimi attimi di vita di Giovanni, quando con un ultimo abbraccio l’ha salutata prima di lasciarla andare al suo destino: “Durante la sedazione, ogni tanto apriva gli occhi e mi mandava un bacio. Il giorno prima di morire, nel dormiveglia, mi ha abbracciato con una forza pazzesca, pensavo che i miei capelli lo soffocassero. Poi piano piano mi ha lasciato e l’ho salutato per sempre.