Giovanni Maria Flick critica il contratto M5S-Lega: "Ricorda quello di Berlusconi"

Huffington Post

"Ricordate il contratto con gli italiani firmato da Berlusconi sulla scrivania di Bruno Vespa? Ecco, se non siamo lì, poco ci manca. Le mie perplessità riguardano soprattutto il metodo. Si fa un contratto privatistico tra due persone fisiche che ha forza di legge solo tra le parti. Il tutto ha il sapore di una de-costituzionalizzazione, di una forma appunto privatisti-ca del governo e dell'interesse pubblico". Così in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta.

Il comitato di conciliazione - ha spiegato Flick - "significa istituzionalizzare un consiglio dei ministri ombra che scavalca quello reale".

Così Flick parla, nello specifico, dei rischi legati al Comitato di conciliazione:

"Si tratta di un organismo non previsto dalla Carta, che oltretutto trasforma il capo dello Stato in una sorta di notaio e il presidente del consiglio in un portalettere. Per dirimere i conflitti e prendere decisioni in seno alla maggioranza ci sono le sedi precise indicate dalla Carta. Gli incontri tra i leader e i principali attori restino pure nella prassi, ma messi nero su bianco in questo modo significa istituzionalizzare un consiglio dei ministri ombra che scavalca quello reale".

Flick difende anche il lavoro del capo dello Stato, Sergio Mattarella:

"Ritengo che il capo dello Stato abbia fatto tutto il possibile per rappresentare l'unità nazionale nell'ambito della discrezionalità che gli è concessa dalla Costituzione".

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