Giovanni Terzi, il dramma del compagno di Simona Ventura: "Sono malato"

Simona Ventura e Giovanni Terzi a Venezia 78 (Photo by Alessandra Benedetti - Corbis/Corbis via Getty Images)
Simona Ventura e Giovanni Terzi a Venezia 78 (Photo by Alessandra Benedetti - Corbis/Corbis via Getty Images)

Giovanni Terzi è stato ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane su Rai Uno. Il giornalista 57enne, compagno di Simona Ventura dal 2018, ha parlato a lungo delle sue condizioni di salute. 

Terzi soffre di una grave malattia genetica che ha compromesso i suoi polmoni, peggiorata dopo aver avuto il Covid. "Vado in ospedale una volta al mese, mi è venuto anche il diabete e forse mi servirà il trapianto", ha confessato alla conduttrice Rai.

“Dopo una serie di analisi ho scoperto di avere una malattia genetica che ho ereditato da mia madre, fino ad allora non ne sapevo nulla- ha spiegato Giovanni Terzi - A un certo punto si è accesa e ha iniziato ad uccidere la respirazione e il mio polmone. Si tratta di una malattia degenerativa che devo curare con medicine che però mi hanno creato anche altri problemi come il diabete".

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“Me ne sono accorto facendo una passeggiata con la famiglia in montagna lo scorso dicembre. Io che di maratone ne ho fatte cinque, ma da un po’ di tempo facevo fatica a respirare. L’ho scoperto perché non riuscivo più respirare bene - ha continuato il giornalista - Simona a quel punto, dopo due ore, ha chiamato il medico. Da li è iniziata un’analisi completa del mio stato, i medici hanno capito che i polmoni erano compromessi al 40%. Non si sapeva però esattamente cosa fosse. Dopo le analisi è venuta fuori la diagnosi: una malattia genetica ereditata da mia madre, di cui nessuno sapeva".

Terzi ora spera che la terapia faccia effetto, altrimenti dovrà sottoporsi a un trapianto, come lui stesso ha raccontato in trasmissione: "Mi reputo un uomo fortunato. Ogni mese vado in ospedale e mi danno la terapia, sono cure monoclonali e possono dare complicazioni fastidiose, ma io non ho avuto nulla, se non le avessi tollerate sarebbe stato un problema. A dicembre mi diranno se queste cure riescono ad arrestare la malattia o se bisognerà fare un possibile trapianto. Sono in cura al San Matteo di Pavia, queste medicine costerebbero circa 7000 euro al mese per curarmi. Sono all’interno di malattie rare e non pago neanche il ticket. Sono in una struttura con medici straordinari. Mi rendo conto di quanto grande questa nazione che ti permette di curarti in modo gratuito".

Poi ha aggiunto: "Quando abbiamo preso il virus, prima Simona e poi io, mi sono molto preoccupato, mi hanno subito portato in ospedale per degli accertamenti, ma il fatto di aver già iniziato delle cure ha tamponato la situazione".

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