Giovanni Toti su Berlusconi: “Non ci siamo capiti, non mi basta il 4%”

Giovanni Toti su Berlusconi

Giovanni Toti ha lasciato lascia Forza Italia e fondato il suo partito. La decisione è arrivata dopo che Silvio Berlusconi ha escluso il governatore della Liguria dalla nomina di un Coordinamento di presidenza. “Mi pare che ci siano le condizioni per cui ognuno vada per conto suo. È Forza Italia che esce da se stessa. Buona fortuna a tutti”, aveva dichiarato. Da tempo era emerso il malessere del governatore della Regione Liguria e le tensioni con il leader del partito. “Mi pare non ci sia la volontà di cambiare alcunché” in Forza Italia, aveva aggiunto Toti. “La tragedia sta diventando farsa”, aveva detto riferendosi alla proposta di Berlusconi di una federazione di centro. Giovanni Toti su Berlusconi non ha dubbi: “Non ci siamo capiti, io non mi accontento del 4%“. Questo il suo più recente commento, rilasciato in un’intervista a La7.

Giovanni Toti su Berlusconi, la scissione

Il Governatore ligure, che non ha mai tenuto nascosta l’amicizia e la forte stima che lo unisce alla Lega e a Fratelli di Italia, aveva dichiarato: “La verità è che non si ha intenzione di cambiare alcunché e dunque questa avventura iniziata il 19 di giugno per cercare di cambiare qualcosa onestamente finisce qui. Nel Paese c’è bisogno di una forza moderata. Queste persone che oggi cercano una casa vogliono una risposta che Forza Italia ha ampiamente dimostrato di non poter dare”. Questa la spiegazione che Toti aveva fornito esponendo la decisione di abbandonare il partito di Silvio Berlusconi. Intervistato a La7, al programma “In onda”, ha rilasciato altre dichiarazioni alquanto esaustive circa il rapporto con il suo vecchio partito.

A chi sorride per la cravatta arancione indossata da Toti, colore che caratterizza anche il nuovo partito del Governatore ligure, quest’ultimo risponde così: “L’arancione è da sempre il colore del centro-destra civico in Liguria, è una lunga tradizione che useremo anche per il nostro movimento nazionale”. E sulla scissione interna a Forza Italia, da lui stesso apportata, ha commentato: “Forza Italia è oggi in una situazione di esaurimento di sé stessa. Io quindi non ritengo che il mio sia un atto di ardimento. Credo che dopo aver detto più volte ai miei colleghi di partito che occorreva fare delle svolte serie, vere e percepibili a un mondo che non ci riconosceva più come interlocutore, alla fine abbandonare una situazione che è destinata a schiantarsi se non cambierà non è un atto di coraggio. È un atto di autoconservazione per creare un contenitore che consente a dieci milioni di elettori, alcuni migliaia di amministratori, tanti giovani che se ne sono andati di ritornare a riconoscersi e fare politica. Così non si priverà l’Italia della sua gamba moderata”.

Il rapporto con Berlusconi

E quali sono gli attuali rapporti con Berlusconi? “Ci siamo parlati tanto dal 19 di giugno a oggi, ma evidentemente non ci siamo capiti. Io e la Carfagna siamo stati nominati coordinatori nazionali il 19 giugno per intraprendere un percorso di primarie e rinnovamento. Poi si è arenato tutto. Durante l’ultimo tavolo furono prese decisioni che superavano il congresso”. Per quel che riguarda, invece, il loro rapporto dal punto di vista umano, ha aggiunto: “Senza dubbio lo sentirò. Molte persone dell’azienda sono e resteranno amici”. A detta di Toti non c’è alcun astio neppure con Silvio Berlusconi: “Se decide che Forza Italia sia il suo partito, che al suo interno tutto vada bene, che vanno bene le cifre dei sondaggi (4,5,6%), ha il diritto di farlo. Però anche noi abbiamo il diritto di dire a tutti gli altri che c’è un mondo diverso da quello. Si può costruire qualcosa di diverso”. E aggiunge: “Ho sperato di poterlo costruire partendo proprio da quel partito, ma ero stato chiaro fin da subito: non mi accontento del 4%”.