Gioverno Meloni, via libera al Cdm sul decreto aiuti quater

Governo Meloni
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Importante sostegno al caro energia, Superbonus… questi alcuni dei temi centrali nei quali si è discusso nel corso del Consiglio dei Ministri e durante il quale è stato dato via libera al decreto aiuti quater. Quali sono le principali misure che sono state annunciate da Palazzo Chigi.

Governo Meloni, le misure per far fronte al caro energia

Si tratta della novità probabilmente più corposa. Sulla base di risorse provenienti dall’extragettito fiscale, sono stati messi a disposizione 9,1 milioni di euro al fine di far fronte il caro energia.

Oltre a ciò – si legge nel comunicato pubblicato da Palazzo Chigi – sempre per ciò che riguarda l’energia è stato “previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici)” con lo scopo di rafforzare “la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale”. È stata altresì disposta la proroga al 31 marzo 2023 la possibilità per il GSE di “cedere a prezzi calmierati il gas naturale”. Non ultimo è stato previsto “al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia”.

Rateizzazione delle bollette per le imprese

In virtù dell’elevato aumento dei costi dell’energia anche i titolari delle imprese potranno a pagare a rate le bollette. In particolare sarà possibile versare un massimo “di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023”.

Le altre misure

Altro provvedimento, in qualche modo nell’aria riguarda il tetto al contante che era stato abbassato a 1000 euro e passa ora a 5.000 euro. Stanziati inoltre anche 100 milioni per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca.

Infine ci sono cambiamenti significativi per ciò che riguarda il superbonus per il quale “si anticipa la rimodulazione al 90 per cento per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e si introduce la possibilità, anche per il 2023, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni, a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno, innalzati in base al quoziente familiare)”.

Potrà essere invece applicato al 110% fino al 31 marzo per chi è in possesso di villette unifamiliari e “che abbiano completato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022”.