Girotondo attorno alla parola fiducia

HuffPost
Bi Battista, Zingaretti, Conte, D'Alema

C’è Di Battista che non si fida del Pd, D’Alema che si fida di Conte e Conte che si fida del Pd. E poi Zingaretti che non sa, ma “si augura” che Renzi non sia un problema per il governo. Un grosso problema di fiducia. Il cielo in effetti è nero quando il leader Maximo arriva alla festa di Articolo1. Roma, popolarissimo quartiere di Testaccio. Il premier è atteso in un posto che a dirlo a Matteo Salvini appena un paio di mesi fa avrebbe quasi scatenato una crisi di governo: la Città dell’altra economia. D’Alema lo precede di qualche minuto. Ressa di cronisti: “Le possiamo rubare un secondo?”. Si ferma: “Questo governo può durare e Conte ne è il garante. L’esecutivo però si deve mettere in sintonia con il Paese e mi pare abbia iniziato con il piede giusto”. Fa per andarsene. Ma di Conte si fida? “Sì”. Poi ferma qualsiasi altra domanda con il consueto eloquio tagliente: “Il secondo è finito”.

Passa mezz’ora, ed Enrico Mentana che intervista il presidente del Consiglio insiste sul tema fiduciario. Che ne pensa di Di Battista? “Io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere questa esperienza del governo”. Metteteci dentro anche una situazione a dir poco magmatica nel Movimento 5 stelle, ed ecco che il quadro della maggioranza di governo si completa in modo assai poco rassicurante.

Conte ha inaugurato oggi un mini tour che lo porterà sabato alla festa di Fratelli d’Italia e domenica a quello della Cgil. In modo affabile e avvolgente come ormai sta diventando tipico del personaggio. Ma assai poco trascinante. “Ma che roba piccola è Articolo1? - domanda stupito un suo collaboratore guardando la platea - Mi dispiace quasi per loro”. L’affermazione di cuore di chi dovrebbe per professione essere imperturbabile fotografa con un certo grado di precisione la realtà. A voler togliere giornalisti, operatori e personale politico, ad ascoltare l’avvocato del popolo italiano non sono più...

Continua a leggere su HuffPost