Gisotti: comunicazione vaticana da reattiva a proattiva

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Città del Vaticano, 18 lug. (askanews) - "Dobbiamo riuscire a pensare la comunicazione, può sembrare astratto ma è il cuore del nostro lavoro. A volte c'è una frustrazione da parte dei comunicatori della Santa Sede nel dover rincorrere, nel dover rispondere in modo reattivo: io sarei veramente soddisfatto se riuscissimo ad avere una comunicazione più proattiva, che riesce a raccontare la bellezza e anche le difficoltà della Chiesa nel mondo". Lo ha detto Alessandro Gisotti, portavoce vaticano "ad interim" fino a lunedì prossimo, quando passerà nel team della direzione editoriale della Santa Sede guidata dal giornalista Andrea Tornielli.

Gisotti, che rimane in carica "fino alla mezzanotte del 21 luglio» e già sabato dovrà gestire l'esame dei due ossari trovati nel Camposanto Teutonico alla ricerca dei resti di Emanuela Orlandi, ha detto, incontrando oggi i giornalisti in sala stampa, che "già in questi sei sette mesi in cui io ero qui in sala stampa e Andrea Tornielli e gli altri colleghi a Palazzo Pio si sta facendo questo cammino. Ovviamente ci sono molti cambiamenti in corso, è un po' difficile dire adesso quale sarà il nostro piano editoriale, però spero che siamo capaci di dare una informazione secondo quello che ci chiede il Santo Padre: cioè una informazione non ripiegata su se stessa. La Santa Sede è al servizio della Chiesa universale e così la nostra comunicazione dovrebbe essere, quella di una Chiesa che cammina con il popolo di Dio nelle diverse aree del mondo avere una comunicazione sempre più cattolica, cioè universale. Abbiamo per esempio il sinodo alle porte ed è giusto raccontarlo con gli occhi di gente che vive in Amazzonia piuttosto che con gli occhi degli italiani dei francesi o dei tedeschi: è una sfida che vale per la direzione editoriale come per la sala stampa".