Giulia Smith: “Milano è una città all’avanguardia in cui si vive bene”

giulia smith

Giulia Smith inizia la sua avventura nel mondo della monda collaborando con alcuni grandi marchi. Oggi si occupa di casting per sfilate e campagne pubblicitarie legati a case di moda famose in tutto il mondo. Notizie.it | Milano l’ha intervistata in occasione della Fashion Week.

Intervista a Giulia Smith

Di cosa ti occupi nel fashion e da quando?

Mi occupo di comunicazione di moda, ho iniziato con una consulenza per Bottega Veneta quando studiavo ancora al politecnico, poi sono diventata responsabile eventi e comunicazione di Vivienne Westwood per 7 anni. Ora sono freelance, ho collaborato con svariati marchi, tra cui Giorgio Armani beauty, Missoni, AF Vandevorst, Band of Outsiders, e molti altri. Nello specifico ora mi occupo di casting per le sfilate, per questa fashion week seguirò Vivetta, Borbonese, Angelos Frentzos, Atsushi Nakashima e Flavialarocca.

Ho notato che a Milano c’è un interesse sempre maggiore ed evidente per il fashion di lusso ( Gucci, Prada, ecc..) da parte delle giovani generazioni o forse é il fashion di lusso a rivolgersi sempre di più alla generazione dei più giovani rispetto a quando io ero ragazzo quando i teen ager tendevano l’attenzione verso brand che con il lusso avevano poco a che fare ( Levis, Schott, ecc..piu street insomma). Sembra come se i brand di lusso prestino una maggiore attenzione ai teen ager. È una mia impressione? Nel caso non lo sia, come mai?

Si, sicuramente i teenagers sono entrati a far parte del target per il lusso. Anche lo streetwear è diventato di lusso, con l’insorgere di marchi come Off White o con delle collaborazioni come quella tra Louis Vuitton e Supreme. Per non parlare delle limited editions come Yeezy, che grazie al numero limitato di pezzi prodotti può fare decollare il prezzo di una scarpa nike da 200 euro a 3000.

gs

Come pensi che stia cambiando il fashion?

Credo che attualmente la moda sia a un bivio, divisa tra un pubblico che pretende tutto e subito, di avere nell’immediato ciò che vede in passerella, in contrapposizione ai tempi di produzione dei prodotti di qualità che richiedono ben più di una manciata di ore.
Questa cosa sta portando al see now buy now, ovvero alla realizzazione di prodotti addirittura prima della sfilata. Come ha fatto Moschino, ovviamente si tratta di prodotti basici, come magliette, felpe, accessori, e molto distinguibili, legati a una stagione specifica (vi ricordate ad esempio la collezione Barbie?) Questi prodotti funzionano molto bene sui social media, ma devono essere sfoggiati immediatamente dopo lo show e hanno una durata molto limitata, ovvero finche la collezione successiva non verrà presentata, poco in linea con una dinamica di sostenibilità.

Siamo nel 2020 come trovi cambiata Milano in 20 anni?

Credo che milano negli ultimi 10 anni sia stata proiettata nel futuro a velocità supersonica: quartieri periferici riqualificati come NoLo, la nuova area “city” di PortaNuova, EXPO, le Olimpiadi Invernali che avranno luogo, una città internazionale, dove si vive bene, all’avanguardia anche nel campo universitario. Mi auguro ci sarà tempo per pensare anche alle piste ciclabili, prima o poi 🙂