A Giuliana 60 in isolamento, corsa contro il tempo per stop contagio

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di Rossana Lo Castro Barricati in casa. C'è paura a Giuliana, nel Palermitano, dopo i tre casi risultati positivi al Coronavirus. Nel piccolo centro di poco meno di 1.800 anime la notizia del contagio di una donna adesso ricoverata in ospedale a Palermo, del marito e del loro piccolo di appena cinque mesi, il primo neonato positivo in Sicilia, è arrivata come uno tsunami. Inaspettato e violento. Per una sessantina di persone, tutte entrate in contatto con la giovane coppia, è scattata la quarantena a casa. "Ci troviamo a fronteggiare una situazione critica e complessa", ammette con l'Adnkronos il sindaco di Giuliana, Franco Scarpinato. Lui sicuramente la notte del 10 marzo scorso non la dimenticherà facilmente. La conferma della positività al tampone della sua concittadina arriva alle 22. Con una telefonata.  

"Mi sono precipitato immediatamente al Comune e ho attivato il Coc", ricorda. La macchina si mette in moto rapidamente. E lui, il sindaco con 35 anni di esperienza come coordinatore infermieristico alle spalle al Rizzoli di Bologna, al Civico di Palermo e poi all'ospedale di Corleone, non perde la lucidità. "Ho capito subito che non c'era tempo da perdere, per salvare il mio paese dal killer silenzioso dovevo ricostruire la catena dei contatti della coppia". Le telefonate sono rapide, si susseguono frenetiche una dopo l'altra. "Alle cinque del mattino tutti coloro che erano stati in contatto con la signora erano stati avvisati e bloccati a casa. Davvero un lavoro certosino. Se qualcuno di loro fosse uscito forse oggi non conteremmo solo tre casi". 

Resta, comunque, l'ansia. Tutte le persone messe in isolamento sono asintomatiche. "Stanno bene, siamo in contatto quotidiano con loro, speriamo vada tutto bene", dice il sindaco che insieme ai suoi assessori si è messo a disposizione. "Ci chiamano e a tutti diamo una mano. A qualcuno servono farmaci, ad altri beni di prima necessità". Così da un capo all'altro del paese il primo cittadino 'rider' esegue le consegne. "Lasciamo tutto fuori dalla porta e andiamo via. Nei piccoli centri il sindaco fa tutto, anche il falegname se occorre... ", scherza Scarpinato per cercare di sdrammatizzare. I tamponi effettuati sul piccolo di cinque mesi e sul papà sono risultati positivi. Anche loro hanno il Covid ma sono asintomatici e stanno bene. 

"La signora ricoverata a Palermo sta meglio - assicura il sindaco -. Non ha la febbre e non è intubata, respira autonomamente. Il marito mi ha riferito che è ben assistita". A prendersi cura del suo piccolo è una zia, risultata negativa al tampone, così come altri due parenti stretti. "La guardia resta alta e ringrazio i miei concittadini che stanno rispettando le prescrizioni dimostrando responsabilità e senso civico. La prevenzione al momento è l'unico antidoto contro il Covid-19. Occorre restare a casa", dice il sindaco, che intanto ha vietato l'ingresso nel suo paese di venditori ambulanti e disposto la chiusura delle attività commerciali che non vendono beni di prima necessità come disposto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri.  

"Stanotte avvieremo la disinfezione del territorio comunale con le risorse che il Comune ha in bilancio, nei prossimi giorni la ripeteremo. ma abbiamo chiesto la fornitura necessaria per eseguire la sanificazione del paese", dice il sindaco, che lancia un appello. Alla politica. "In questo momento medici e infermieri sono diventati gli angeli custodi del Paese, lavorano a ritmi frenetici esponendosi al rischio in prima persona. E' un'abnegazione che va premiata, non dimentichiamoci di loro non appena l'emergenza sarà finita".