Giulio Andreotti, il figlio Stefano: "Dopo l'assassinio Moro mio padre pensava che sarebbe toccato a lui. 'Il Divo' di Sorrentino lo fece infuriare"

Huffington Post

Giulio Andreotti, politico simbolo della Prima Repubblica e della Democrazia Cristiana, è morto ormai cinque anni fa, ma la sua figura continua a far discutere. E oggi Stefano Andreotti, figlio di Giulio, è intervenuto durante la trasmissione radiofonica "I Lunatici", su Rai Radio 2, facendo rivelazioni inedite sul padre, partendo dal rapporto con un cognome così ingombrante.

Non posso dire che questo cognome mi abbia nuociuto. Fino a pochi anni fa c'era ancora chi pensava che il figlio di Andreotti potesse trovarti un posto di lavoro. Ho sempre vissuto in modo semplice, ho cercato di non approfittare mai di questo cognome, certamente avrò avuto qualche vantaggio ma anche qualche rottura di scatole.

E a chi gli chiede cosa gli venga in mente quando ripensa al padre, risponde deciso:

La prima cosa che mi viene in mente è che è stato un profondo cristiano che credeva negli insegnamenti della Chiesa cattolica e ha cercato, magari non sempre ci è riuscito, di uniformare la sua vita privata e pubblica a questi insegnamenti. È stato un uomo politico che ha vissuto una vita per lo Stato e nello Stato. È stato un ottimo marito e un padre molto attento, non molto presente come tempi ma è riuscito a compensare questo con un grande rapporto di qualità. Viveva molte ore al giorno sveglio, dormiva quattro ore a notte, le ore in cui era sveglio lavorava quasi sempre, compresi i sabati e spesso la domenica. È stato sempre però molto attento a tutto ciò che accadeva in famiglia.

Stefano Andreotti ha svelato anche alcuni aneddoti particolari:

Amava lo sport, ma solo da seduto. Amava guardarlo, non farlo. Era pigrissimo. Faceva un'eccezione per me, nel corridoio di casa abbiamo fatto qualche partita di calcio quando ero piccolo. Ricordo le partite a carte che facevamo d'estate, o quando andavamo a vedere le partite insieme. Io sono irrimediabilmente tifoso della Lazio, lui era un grande romanista, c'era un derby in casa. Questo è l'unico punto su cui non...

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