Giulio Regeni: a 4 anni dalla morte continua la battaglia per la verità

giulio regeni

Il 25 gennaio 2016 moriva Giulio Regeni, il ricercatore torturato e ucciso a Il Cairo: a quattro anni dall’omicidio, però, non esiste ancora la verità. Il padre Claudio rivela che non è tempo ancora per le degne commemorazioni: occorre una nuova partecipazione più decisa dell’Italia e degli Stati europei nella vicenda. Nel frattempo, però, tutta l’Europa si mobilita per ottenere la verità per un omicidio che non si può considerare come unico caso isolato. “L’impegno che i cittadini europei sono chiamati a prendersi per Giulio Regeni è un impegno per loro stessi” ha detto Giorgio Stamatopoulos di EuropaNow!. In ricordo del giovane sono previste oltre 100 fiaccolate in giro per il Paese.

Giulio Regeni, 4 anni dall’omicidio

“Ci saremmo aspettati un’azione più decisa e determinata nei confronti dell’Egitto – ha spiegato Claudio -, con un coinvolgimento più efficace dell’Europa“. Il caso dell’omicidio di Giulio Regeni, avvenuto a Il Cairo il 25 gennaio 2016, è ancora avvolto nel mistero. Nato a Trieste, Giulio si era trasferito prima a Cambridge per proseguire gli studi e poi in Egitto, dove purtroppo ha trovato la morte. A Il Cairo si occupava dello studio del ruolo istituente dei nuovi sindacati nati dopo le primavere arabe. Una posizione alquanto scomoda ad al Sisi che forse gli ha procurato le tremende conseguenze.

Da tutta Europa sono previste commemorazioni e fiaccolate: “La verità negata a Giulio è una cosa che ci riguarda tutti e tutte. Se si lavorasse insieme, 28 Paesi riuscirebbero a dichiarare l’Egitto un posto non sicuro”. Ciò che è successo a Giulio, per molti, non è da considerare come un caso isolato. “Ottenere la verità per Giulio significa ottenerla per tutti e tutte. Riprodurre gli striscioni in Europa sarà un primo passo per far capire che si tratta di una questione a livello europeo“.

Balconi e cartelli in tutta Europa

In tutto il continente europeo sono previste oltre 100 fiaccolate in ricordo del giovane ricercatore triestino, ma papà Claudio ritiene che non possa ancora esistere una pacifica commemorazione. Giorgio Stamatopoulos, invece, ha rivelato che “in questa vicenda, l’Italia è stata gravemente e ciecamente lasciata sola“. Europa Now! è nata per promuove i valori della democrazia, della libertà e della solidarietà; per promuovere uno spirito europeo e un senso di appartenenza civico. “La nostra campagna – ha detto ancora Giorgio – invita tutti i cittadini europei ad appendere alla finestra striscioni e cartelli per chiedere in tutte le lingue verità per Giulio Regeni”.

Da tantissime città arrivano le prime foto di manifestazioni per ricordare il triestino classe 1988: da Berlino a Cambridge, da Wageningen (Paesi Bassi) fino al Belgio. “Vogliamo che la battaglia per Giulio faccia un salto di qualità a livello europeo, come chiedono gli stessi genitori”.